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FABRIZIO POGGI E TURUTUTELA 

CANTI DEI CANTASTORIE E DELLE MONDARISO PAVESI

 Il nuovo spettacolo, un omaggio ai cantastorie e alle mondine pavesi, ne riscopre e sottolinea l’impegno e la passione civile e squarcia il velo su quello che si può definire il vero blues italiano: le forme e gli stili sono ovviamente diversi dai modelli americani ma analogo è l’ambito sociale in cui matura.

Con questo nuovo progetto, che prosegue idealmente il percorso artistico iniziato con il precedente e tuttora disponibile “Canzoni Popolari”, Fabrizio Poggi e Turututela esplorano il repertorio che per decenni ha costituito l’ossatura dei “treppi” allestiti nelle piazze dai più grandi cantastorie pavesi, riconosciuti fra i maestri del genere: la dinastia dei Cavallini, quella dei Callegari, Antonio Ferrari e altri.
Un repertorio che affiancava alla ballata popolare di tradizione lombarda (spesso riletta in chiave fortemente drammatica allo scopo di coinvolgere emotivamente il pubblico) sia canzoni legate a gravi episodi di cronaca (in massima parte legati a tragedie che avevano coinvolto emigranti italiani), sia brani tratti dal repertorio delle mondariso.

Nello spettacolo, Fabrizio Poggi e Turututela integrano la tradizione con alcune nuove composizioni in dialetto vogherese (autore dei testi il poeta contemporaneo Angelo Vicini), con omaggi alla canzone di lotta e con successi popolari degli anni Cinquanta, resi celebri dagli stessi cantastorie.

Le tinte forti ed epiche di brani come “Il Sirio”, “La maledizione della madre” (meglio conosciuta come “Mamma mia dammi 100 lire”) o “La tragedia del Mattmark”, sottolineate dalla vocazione cantautorale di Fabrizio e dalla sua conseguente abilità interpretativa, si stemperano nell’ironia mordace dei canti di lavoro delle mondine (“Anche per quest’anno…”, “Saluteremo il signor padrone”), nell’invito al canto collettivo (“Vola colomba”, “Miniera”) e nella ricerca di un nuovo ruolo per il cantastorie di oggi, il cui compito non è più informare ma emozionare attraverso una ricerca interiore nella propria memoria.

Dal punto di vista strumentale, l’armonica a bocca (di cui Fabrizio è uno dei migliori solisti italiani) gode di tutta la centralità che finalmente merita, accompagnata dalla chitarra ricca di venature rock-blues del giovanissimo e bravo Marco Rovino, dall’espressiva fisarmonica di Roberto G. Sacchi e dai cori di Odette Lucchesi.
Uno spettacolo pensato per un pubblico di tutte le età, che si mantiene in equilibrio fra passato e presente grazie proprio alla grande lezione dei cantastorie pavesi, capaci di coinvolgere nelle loro esibizioni sia gli ascoltatori delle grandi città (memorabili i “treppi” dei Cavallini a Milano in piazza Castello) sia di animare con gusto e allegria le feste paesane sull’aia.

 

Fabrizio Poggi e Turututela hanno suonato per i più importanti festival e rassegne italiane, fra cui:


Andar per Musica (Lombardia)
Appennino Folk-Festival (Emilia-Romagna)
Arie Popolari (Lombardia)
Suoni e Voci dal Mondo (Lombardia)
CantarPasqua (Campania)
Folkest (Friuli-Venezia Giulia)
Musicanti 03 (Emilia-Romagna)
MusicaOltre (Lombardia)
Ostiano Celtic Festival (Lombardia)
Suoni di Terra (Liguria)                        

Concerto del I° maggio a Varese                                                                  

Sagra Nazionale dei Cantastorie   (Emilia Romagna)                   

Provincia di Milano / Expo Sapori – Milano Fiera                                     

Progetto Anita Bollati (Lombardia)                                   

Musiche dal Mondo (Lombardia)                                                 

Isola Folk (Lombardia)

Guarda La Luna (Emilia Romagna)

Festival della Zampogna (Lazio)

Premio “Giovanna Daffini” (Lombardia)

Concerti per il centenario della CGIL (Lecco, Abbiategrasso (MI), Asolo (TV)

Hanno tenuto, con successo, concerti e animazioni in Italia e all’estero (soprattutto Slovenia e Belgio).

 

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