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L'Ambrogino ai cantastorie: Milano premia i Cavallini

Ambrogino d'oro

vincenzina cavallini

Forse è il riconoscimento più ambito, giunto quando tutti sembravano essersi dimenticati di loro.

Il Comune di Milano ha deciso di istituire un premio speciale all'interno dell'«Ambrogino d'oro», un premio riservato ai coniugi Angelo e Vincenzina Cavallini, i re dei cantastorie italiani.

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La notizia è stata comunicata da Angela Megassini, moglie del cantautore vogherese Fabrizio Poggi, che di recente aveva scritto al sindaco di Milano Gabriele Albertini per ricordare vita e attività professionali uniche come quelle vissute dai Cavallini, menestrelli prima e venditori di lucido da scarpe poi.
L'attribuzione di un premio speciale alla carriera, che sarà consegnato in occasione della tradizionale cerimonia di Sant'Ambrogio, il 7 dicembre, giunge come una grande sorpresa.

 

«Non speravamo più che la nostra richiesta sarebbe stata presa in considerazione - commenta Megassini, amica dei cantastorie tromellesi e pilastro dell'associazione "Turututela" -. Invece, ieri sono stata chiamata al telefono dalla presidenza del premio».

Da Milano è arrivata la comunicazione dell'istituzione in via eccezionale di una branca dell'«Ambrogino d'oro, premio concesso a cittadini di Milano che con il loro lavoro hanno esaltato la città.

«La piazza è qualcosa che ti entra nel sangue, dentro il cuore, e una volta che hai cominciato è difficile starne lontano», avevano spiegato i Cavallini al musicista Poggi: oggi quei pochi metri quadrati nei pressi del Castello Sforzesco dove fra gli anni Settanta e Ottanta vendettero ai milanesi lucido da scarpe li hanno ripagati di tante sofferenze.

«Non è giusto che due colonne della tradizione orale italiana vengano dimenticati dalla cultura ufficiale. Sulle piazze d'Italia i Cavallini riuscivano a emozionare gli adulti e a far sorridere i bambini. Nel 1985 perfino la "Domenica del Corriere" salutò con commozione la pensione degli "ultimi trovatori d'Italia"».

Angela Megassini ha perorato con passione la causa dei Cavallini, di Antonio e del figlio Angelo, che hanno insegnato a cantare nei mercati e sulle piazze italiane a intere generazioni di menestrelli.

«Si sono ritirati a vita privata perché delusi da un mondo che li ha sfruttati saccheggiando le loro canzoni,
la loro vita da cantastorie».
Nei mercati di Milano e di tutto il Nord Italia risuonavano storie tragiche come "La bambina gettata nel pozzo" o "Il povero Renato": un "treppo", lo spettacolo di piazza, che faceva intenerire adulti e bambini.

(Il premio è stato ritirato il giorno sabato 7 dicembre 2002 alle ore 11.00 presso il teatro Dal Verme a Milano in via San Giovanni sul Muro 2)

Umberto De Agostino
(La Provincia Pavese) venerdì 22/11/02

I CANTASTORIE DI PAVIA (Angelo e Vincenzina Cavallini) >>>

E' uscito il libro sull'armonica a bocca, dal titolo:
LA SÜNETA: IL VIOLINO DEI POVERI

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