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Le canzoni e le storie dei bambini di una volta….


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Nelle canzoni e nelle poesie di questo recital c’è il Natale di una volta e la Befana dei poveri. Ci sono i canti e le filastrocche che i bambini e le bambine cantavano nelle case di campagna dove c’era sempre il ceppo a bruciare nella stufa, i cui scoppiettii si diceva portassero fortuna, e dove c’era il pane che veniva conservato per tutto l’anno, perché “il pane di Natale” poteva guarire da tutti i mali.

Ci sono i ricordi di festività semplici ma piene di emozioni, dove le luci erano solo quelle delle candele, e i giochi dei bambini erano spruzzarsi con la pelle dei mandarini o soffiare dentro un’armonica a bocca, una sünêta, ricevuta in regalo, magari trovata dentro alla calza della Befana e custodita come il gioiello più prezioso del mondo.
In questo recital c’è l’aria delle stalle, dove i Turututela raccontavano la favola di Gelindo, un pastore buono ma sempliciotto e molto buffo al quale la Notte di Natale appare un Angelo che lo invita, lui che non è mai andato da nessuna parte, a partire per Betlemme per andare ad avvisare Giuseppe e Maria del pericolo che incombe su Gesù dopo che Re Erode ha ordinato che tutti i neonati vengano uccisi.

Nelle emozioni suscitate da queste musiche, c’è il presepio di una volta, con il laghetto fatto magari con un pezzo di vetro, ci sono le preghiere che i bimbi e le bimbe, i ragazzi e le ragazze con gli zoccoloni ai piedi andavano a cantare da una cascina all’altra, guadagnandosi dolci fatti con semplicità ma dal gusto indimenticabile.
Queste poesie, queste canzoni, queste melodie passano davvero attraverso i camini di tutto il mondo, per questo abbiamo voluto proporre suoni e strumenti provenienti sia dalla nostra che da altre tradizioni natalizie, in una, speriamo delicata contaminazione che possa evocare suggestive emozioni ai bambini e alle bambine di ieri e di oggi …

Fabrizio Poggi

Le canzoni dello spettacolo

La Santa notte dell’Oriente
(La canzone di Gelindo)
Dolcissima melodia di origine cremonese che abbiamo voluto dedicare a Gelindo, protagonista di una bellissima storia proveniente dal teatro popolare di strada del tardo Medioevo, che veniva in passato spesso rappresentato il giorno dell’Epifania

Canzone per la Befana
Una canzone scritta da Fabrizio Poggi e dedicata alle Befane che ci proteggono in ogni giorno della nostra vita

Gesù Bambin l’è nato
Antico canto della tradizione contadina di origine lombardo-piemontese che spesso veniva trasformato in una travolgente danza che coinvolgeva i piedi e le mani di tutti i partecipanti alla Festa Natalizia

Bianco Natale
Forse la più famosa canzone natalizia. Nella versione italiana, tradotta nella nostra lingua durante la fine del regime fascista, alla fine di una guerra che sconvolgerà il mondo, si è trasformata in un purtroppo irrealizzato bellissimo augurio di pace per tutto il mondo. Speriamo oggi di poterlo cantare con la serenità nei nostri cuori

Gloria in excelsis deo
Uno dei più bei canti religiosi dedicati al Natale, qui in una quasi inedita versione in italiano, rinvenuta nella Canonica della Chiesa Parrochiale di Roncocesi frazione di Reggio Emilia

Bambin d’amur e altre poesie
Filastrocche e poesie di carattere natalizio spesso recitate dai bimbi anche sotto forma di preghiera durante il periodo delle festività in tutto il pavese, l’oltrepo e la lomellina.

Lo spettacolo si adatta perfettamente ad ogni situazione logistica (piccoli teatri, chiese, scuole, istituti per anziani ed altro) ha un costo ragionevolmente contenuto in cui è compreso anche un piccolo impianto di amplificazione.
Per contatti: Associazione Culturale Turututela Tel. O383/367512
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