Duecento anni dopo la sua comparsa, l'armonica è ancora
(specialmente all'estero) il più popolare e diffuso strumento della
storia moderna. L'armonica a bocca è stata la compagna ideale degli
esploratori ai Poli, in Amazzonia e sulle alte vette dell'Everest;
ed è stato il primo strumento ad essere suonato nello spazio.Per
fortuna il fascino di questo strumento non è dovuto solo alle sue
ridotte dimensioni ma anche al meraviglioso suono che produce, che
ha fatto innamorare tantissimi musicisti in ogni parte del mondo.
L'armonica si basa sul principio delle ance libere ma, al
contrario dei suoi cugini l'organetto e la concertina, funziona a
fiato anziché con l'aria soffiata da un mantice.
Questo dà agli
armonicisti straordinari vantaggi che altri suonatori di strumenti
ad ancia libera non hanno: una maggiore dinamica di suono, note
soffiate ed aspirate (e di conseguenza la possibilità di suonare e
respirare contemporaneamente, una vasta scelta di vibrati ed
attacchi, nonché la capacità di suonare note non costruite nello
strumento. C'è un antico detto che recita: l'armonica è la
fisarmonica con l'anima, forse non è vero, però……
A dispetto
delle sue dimensioni l'armonica non è, come spesso si pensa, uno
strumento più facile da suonare rispetto ad altri. E' vero, è uno
strumento che appena portato alla bocca può produrre un suono, e
questo, forse, per anni ha fatto si che l'armonica venisse
considerata dai baroni della musica nazionale quasi uno strumento di
serie B, un giocattolo o poco più, relegandolo a suonare musiche
considerate non colte e sicuramente poco nobili.
 |
Come strumento
musicale l'armonica è una creazione relativamente recente. E'
stata inventata (così come la conosciamo oggi) circa 200 anni
fa, dai tedeschi i quali, hanno peraltro creato anche il
fagotto, il flauto e il clarinetto. Il principio che la anima,
quello delle ance libere, è però vecchio di 5000 anni e comune a
tantissime culture. Le ance libere sono lamelle di metallo che
producono un suono quando l'aria viene soffiata sopra di esse e
l'altezza della nota è determinata dallo spessore e dalla
lunghezza della lamella stessa. L'ancia libera è una invenzione
asiatica, e più precisamente cinese. |
Alcuni studiosi del folklore cinese fanno risalire l'invenzione al
4500 A.C., quando l'Imperatore Huang Tri, portò a termine i suoi studi
sulle ance libere. Altri storici, invece, sostengono che l'organo a
bocca sia stato concepito dall'Imperatrice Nyu-Kwa intorno al 3000 A.C.
Il più vecchio antenato dell'armonica è un organo a bocca ad ance libere
chiamato yu che fu riportato alla luce nel 1973 durante gli scavi di una
tomba della dinastia Han risalente a duemila anni fa.
I
bassorilievi posti sui muri delle tombe di questa dinastia, che viveva
nel Nord Est della Cina, raffigurano musicisti nell'atto di suonare,
invece, uno strumento chiamato sheng che era il più diffuso strumento ad
ancia libera di tutta l'Asia. Questo organo a bocca (il cui nome
significa voce sublime) ha avuto un ruolo predominante nella musica di
tutta l'Asia per almeno tremila anni.
Lo sheng che a prima vista
sembra un incrocio tra il flauto dolce e la cornamusa, fu disegnato
pensando alle mitiche forme della leggendaria araba fenice. Tra l'altro,
in una cultura, credente nella reincarnazione, questo strumento veniva
suonato spessissimo durante i funerali perché, si credeva, avesse il
potere di favorire le nuove rinascite.
L'organo a bocca asiatico,
era, ed è, uno strumento pieno di espressione musicale e versatilità, il
cui suono specialmente nei registri più alti, può ricordare quello di un
oboe.
La tecnica usata dai suonatori di sheng, è piuttosto simile a
quella con la quale si suona l'armonica a bocca moderna: il sistema di
tremolo, vibrato, e l'ottenimento di note non costruite all'interno
dello strumento, è lo stesso.
Lo sheng viene tuttora molto usato
anche negli spettacolo di burattini cinesi, per le sue capacità di
imitare i suoni delle voci umane e degli animali.
Nonostante tutti i
racconti popolari incensino l'inventiva dell'Imperatrice cinese Nyu-Kwa,
la regione dove sono stati scoperti il maggior numero di strumenti
musicali ad ancia libera, è quella che oggi chiamiamo Laos.
Da qui,
alcuni studiosi sostengono che lo sheng si sia diffuso a nord verso la
Cina, la Corea e il Giappone e poi, più a sud, verso Java, la Malesia ed
il Borneo. Dopo la conquista della Cina da parte dei Mongoli, che
commerciavano in tutto il Medio Oriente, lo sheng, cominciò il suo lungo
viaggio verso l'occidente dove arrivò, dalla Persia, intorno al VI
secolo.
Il
termine armonica usato per la prima volta in Europa e nelle Americhe
alla fine del 1700, fu una specie di etichetta che venne data ad una
miriade di strumenti musicali, creando non poca confusione. Beniamino
Franklin, per esempio, è spesso citato per avere avuto un grosso peso
nello sviluppo dell'armonica a bocca. In realtà, il famoso inventore
statunitense, creò l'armonica di vetro, che consisteva in una fila di
bicchieri il cui bordo umidificato creava un suono etereo quando veniva
sfiorato dalle dita del suonatore. Anche il glockenspiel (che è una
specie di xilofono) fu originariamente chiamato l'armonica di metallo, e
harmonica de bois (armonica di legno) è, appunto, il nome che i francesi
danno alla famiglia degli xilofoni. Anche l'espressione organo a bocca
fu largamente impiegata, tanto da essere usata fino al 1800 per indicare
qualsiasi strumento che andasse dal flauto di pan allo scacciapensieri.
Persino nell'Amleto di Shakespeare c'è un riferimento alla bellissima
voce di un piccolo organetto, ma chissà a quale strumento il grande
commediografo voleva riferirsi.
A dire il vero nel 1619, l'italiano
Michele Pretorio, studioso di strumenti, scrisse qualcosa a proposito di
una piccola tromba ad ancia libera; ma fu il francese Marin Mersènne il
primo a descrivere dettagliatamente l'organo a bocca asiatico nell'anno
domini 1636. In una memoria lasciataci da un membro della corte del Re
francese, Luigi XIV , c'è la descrizione di una festa a Versailles,
allietata dagli organi a bocca persiani. Molti anni dopo, nel 1776, il
missionario gesuita francese in Cina, Père Amiot, grande studioso tra
l'altro di strumenti musicali orientali, spedì al ministero delle arti a
Parigi parecchi manufatti, fra i quali, moltissimi sheng.
Contemporaneamente una specie di febbre da ancia libera sembrò
contagiare tutta l'Europa.
Alla fine del '700 l'irlandese John Wilde comprò uno sheng durante
una visita all'allora capitale della Russia, San Pietroburgo e ne fu
talmente affascinato da diventarne un ottimo suonatore.
Bob Smith campione inglese di armonica bocca
1930
Gottlieb Kratzensten, uno psichiatra danese,
ascoltando lo stesso Wilde suonare, fu attratto dalla possibilità di
usare le ance libere per mimare la voce umana.
Nel 1780, il medico
creò una macchina parlante ad ancia libera che, pare, potesse riprodurre
cinque vocali e le parole mamma e papà.
Pensando che il sistema ad
ancia libera potesse rivoluzionare l'organo a tastiera, lo psichiatra
mostrò la propria invenzione al conosciutissimo costruttore di strumenti
musicali russo Kirschnik che elaborò un organo ad ance libere. Questa
creazione nel 1792 fu la base sulla quale il celebre George Joseph
Vogler sviluppò l'organo orchestrion che divenne presto famoso in tutta
l'Europa occidentale.
Sebbene l'utilizzo delle ance libere nella costruzione degli organi a
canna andò presto in disuso, il principio continuò ad essere impiegato
per strumenti a tastiera più piccoli, come il terpodion, inventato nel
1816 dal tedesco Johann Bushmann che, 30 anni più tardi diventerà
(sempre ad opera dello stesso artigiano) il portabilissimo harmonium.
Questo strumento verrà adottato, proprio per la sua facilità di
trasporto, dai missionari e dai suonatori di strada, e sarà destinato a
divenire lo strumento liturgico per eccellenza.
Questi esperimenti
portarono ad una applicazione delle ance libere completamente differente
da quella usata in Cina per lo sheng, la stessa che ancora oggi viene
usata per le armoniche a bocca, gli organetti e le fisarmoniche.
Il primo organo a bocca, costruito a somiglianza di ciò che noi
oggi chiamiamo armonica, fu creato dal figlio di Bushmann: Christian
Friedrich a soli 16 anni. L'intera famiglia Bushmann era conosciutissima
per avere dato i natali a bravissimi costruttori di strumenti, ottimi
riparatori e ad eccellenti accordatori. Intorno al 1820 il giovane
Christian, per guadagnare qualche soldo in più, decise di creare un
accordatore ad ancia libera, (una specie di fischietto) da rivendere ai
costruttori e riparatori di organi, e facendo questo, si accorse di
avere creato se non proprio uno strumento musicale almeno qualcosa di
affascinante.
Nella Vienna di inizio ottocento, queste armoniche a nota
singola venivano persino indossate dalle ricche signore come pendaglio,
mentre gli uomini più sofisticati ne facevano l'impugnatura dei loro
bastoni. L'anno seguente, il 1821 il giovane Bushmann registrò il primo
brevetto europeo per un organo a bocca. Subito dopo, l'intraprendente
ragazzo sviluppò l'aura: quindici lamine di metallo sistemate su piccoli
canali di legno che si potevano suonare solo soffiando ma non aspirando.
Spinti dal buon successo dell'aura, altri inventori si cimentarono nello
sviluppo dello strumento come il tedesco Weinrich che creò lo
psaccmelodikon nel 1828 o l'inglese Charles Wheatstone (uno dei padri
del telefono senza fili) che inventò il symphonium e l'eola, prototipi
delle moderne melodiche.
Ma l'uomo che più fu importante per lo
sviluppo dell'armonica moderna fu il boemo Herr Richter.
Sebbene
alcuni abbiano detto che l'uso della doppia soniera: cioè una placca con
montate le ance per le note da soffiare ed una con le ance per le note
da aspirare, sia stata copiata dalla fisarmonica diatonica che fu
brevettata nel 1829, molti storici concordano sul fatto che l'artigiano
cecoslovacco aveva già introdotto questo tipo di lavorazione già nel
1825-1826.
L'armonica del geniale Richter era praticamente uguale
agli strumenti che vengono suonati oggigiorno.
Creata per eseguire
semplici melodie popolari e tradizionali, le note dell'armonica di
Richter erano corrispondenti, in qualche modo, a quelle riprodotte dai
tasti bianchi del pianoforte.
Le ance da soffiare riproducevano un
accordo maggiore tonico e quelle da aspirare un altro di settima
dominante, che sono poi gli accordi più usati nella musica tradizionale
occidentale. Inoltre, la sistemazione delle note formava una scala
diatonica che difficilmente avrebbe messo in difficoltà tutti coloro che
avrebbero voluto suonare un motivo tradizionale con questo nuovo
strumento.
In aggiunta al modello base, il signor Richter apportò
anche altre variazioni come l'armonica accordata alla viennese che usava
un effetto tremolo originariamente ideato per l'armonium.
Richter
inventò anche l'armonica da banda che si distingueva per il potente
impatto sonoro. Era il 1830 ed era nata, in Germania, e quindi in tutta
Europa, la mundharmonica (l'armonica a bocca) altrimenti chiamata eolina
a bocca (dal nome del Dio dei venti greco Eolo).
Pur essendo una
novità assoluta, l'armonica divenne subito estremamente popolare. La
domanda si fece via via più crescente e furono persino stampati i primi
metodi per imparare a suonarla. Purtroppo, l'alta società non vedeva di
buon occhio questo strumento e la sua diffusione tra la gente del
popolo. Furono, addirittura, organizzate squadre di vigilantes che
facevano incursioni nei negozi di strumenti musicali, si impossessavano
di armoniche e concertine alle quali davano poi fuoco con enormi falò.
Clara Bregoli
Nonostante questo, la produzione di questi strumenti iniziò a
prendere piede in Austria, Svizzera e Germania. Nel 1829 il laboratorio
del signor They a Vienna iniziò la prima produzione su larga scala di
armoniche a bocca. Sempre in quell'anno Friedrich Hotz che viveva a
Knittlingen, una piccola città ai bordi della Foresta Nera, famosa
soprattutto per i suoi orologiai, costruì la prima vera fabbrica di
armoniche. Quest'uomo era soltanto uno dei tanti bravissimi artigiani
della Foresta Nera, specializzati nella costruzione di magnifici orologi
a cucù, che, agli inizi del 1800, si trovarono, a causa di una terribile
recessione economica, senza più lavoro.
Questi bravi artigiani
abituati a lavorare su meccanismi minuscoli e precisi, con altrettanto
piccoli attrezzi, pensarono che l'armonica a bocca sarebbe stata, forse,
la loro salvezza dalla fame e dalla povertà. Nel 1827 un venditore
ambulante di Trossingen, un altro piccolo paesino di orologiai della
Foresta Nera, di ritorno da un viaggio a Vienna, regalò a sua figlia una
aura, seppur in cattivo stato, costruita dal giovane Bushmann. Questa
abbandonò il suo organetto a bocca, a casa del fidanzato quando i due si
lasciarono. Il ragazzo che si chiamava Christian Messner, non solo
riparò lo strumento, ma, essendo orologiaio e soffrendo quindi di
mancanza di lavoro, insieme al cugino Christian Weiss, cominciò a
costruire vere e proprie armoniche in stile artigianale modellando il
legno a mano e costruendo come un vero fabbro le ance, lavorando con la
mazza il piombo, l'ottone e il metallo delle campane. I due soci
diventarono ben presto i migliori costruttori di armonica a bocca che si
fossero mai visti: i loro strumenti andavano a ruba, facendo fare ai due
artigiani ottimi affari. Naturalmente buona parte dei loro metodi di
lavorazione erano custoditi nel massimo segreto. Fu quindi, anche per
questo che Messner cacciò dal proprio laboratorio un altro giovane
orologiaio di Trossingen che andava spesso a trovarlo e che faceva
troppe domande indiscrete.
Quest'uomo si chiamava Matthias Hohner, e
presto il suo nome si sarebbe legato indissolubilmente con la storia
dell'armonica. Per un po' di tempo l'artigiano si divise tra la
costruzione di orologi e quella delle armoniche (segno anche che,
probabilmente aveva comunque fatto le domande giuste) ma nel 1857 decise
di diventare costruttore di questi strumenti a tempo pieno, facendo
uscire dal proprio laboratorio 650 organetti a bocca all'anno con il
solo aiuto della sua famiglia e di un operaio dipendente.
Rispetto agli altri due costruttori, suoi compaesani, Hohner si
dimostrò subito un capace uomo d'affari. Iniziò una specie di produzione
industriale di massa, facendosi costruire le parti degli strumenti da
altri artigiani locali, che comunque non avrebbero potuto competere con
la sua maestria, e riuscì intelligentemente, a comprare gli stabilimenti
di quasi tutti i suoi concorrenti. La sua grande lungimiranza, gli fece
capire che oltre a suonare bene, le armoniche dovevano essere anche
belle da vedere. Per questo cominciò ad ornare artisticamente i coperchi
che chiudevano le ance, cominciando anche ad imprimere il proprio nome
sugli strumenti da lui prodotti creando un vero e proprio marchio, che
divenne, in breve tempo sinonimo dell'armonica stessa.

L'accordatura, la qualità del suono e la particolare cura nella
costruzione delle armoniche Hohner, era a quei tempi, assolutamente
insuperabile.
Nel 1862, Hohner decise di esportare i propri strumenti
negli Stati Uniti dove ebbe subito un successo strepitoso, tanto che per
dieci anni la ditta esportò armoniche solo ed esclusivamente in quel
paese. I guadagni vennero reinvestiti per costruire una nuova fabbrica,
assumere centinaia di operai, e soprattutto per guadagnarsi una specie
di virtuale monopolio internazionale. Nel 1867 la Hohner fabbricava
22.000 armoniche all'anno, dieci anni dopo, arrivò a produrre qualcosa
come 1.000.000 di strumenti.
Quando la recessione economica americana del 1893 bloccò le
esportazioni della Hohner negli Stati Uniti, la compagnia reagì
imponendosi in nuovi mercati. La Hohner iniziò a diffondere le proprie
armoniche dappertutto, costruendo strumenti che si adattassero ai suoni
e alle culture tradizionali di ogni paese. Ed ecco allora l'invenzione
dell'armonica per druidi (i maghi dei Celti), da destinare al mercato
inglese, la Black pool , la Tally-ho!, la Alliance, e la King George per
tutto il Regno Unito, Giappone (allora alleato), compreso.
Per gli
scozzesi la Hohner creò la Robbie Burns, la Rob Roy, e la Wee Macgregor,
mentre per gli irlandesi fece uscire dalla sua fabbrica una bellissima
armonica della terra di smeraldo.
Per gli italiani la Hohner si inventò la Bravi Alpini
che dedicò a quelli che sembravano i più naturali destinatari di questo
strumento: soldati lontani da casa che si facevano passare la nostalgia
suonando melodie popolari con questo strumento malinconico ma,
comodissimo da trasportare su e giù per i sentieri di montagna.
Il
museo dell'armonica di Trossingen in Germania, ha in mostra parecchie
armoniche di soldati, (molti dei quali italiani) con
una pallottola conficcata nello strumento che, portato spesso nel
taschino della giacca, aveva in qualche modo salvato la vita a quei
poveri ragazzi.
Per la Francia, invece, la Hohner aveva approntato l'Épatant e
la Marseillaise, mentre per gli svedesi fece uscire una armonica
dedicata alla loro Regina.
Il mercato messicano fu letteralmente
invaso dai modelli Linda mexicanas e El centenario. La Hohner riuscì a
vendere armoniche persino alle più sperdute popolazioni africane che
portavano lo strumento appeso al collo con una catenina. Armoniche con
speciali accordature, furono create per il mercato asiatico e
sudamericano. Naturalmente le bellissime scatole di cartone (oggi
oggetto di collezionismo forse ancora di più degli strumenti stessi)
recavano scritte nella lingua locale (inglese, francese, italiano,
spagnolo, greco, indiano e così via) e, questo, apportava ancora più
fascino allo strumento e al suo suono. Impossibile elencarle tutte ma
ogni nazione aveva la propria armonica.
Nel 1901, dopo aver fatto dell'armonica a bocca un'autentica
cittadina del mondo, Matthias Hohner si ritirò dagli affari lasciando la
ditta nelle mani dei suoi cinque figli. Hohner non imparò mai veramente
a suonare l'armonica, l'unico scopo che ebbe fu quello di creare uno
strumento economico e di qualità al tempo stesso, una qualità che gli
faceva dire di se stesso di essere lo Stradivari dell'armonica a bocca.
Durissimo con i propri concorrenti e, spietato con chiunque tentasse in
qualche modo di rubare i suoi preziosi brevetti, Matthias Hohner, che
tra l'altro fu sindaco del suo paese Trossingen e anche senatore, fu un
padre padrone per i suoi operai con i quali, si dice, fosse molto
severo. Nonostante questa sua reputazione Hohner fu però uno dei primi
imprenditori europei a concedere ai propri operai assicurazione medica
gratuita e un alloggio a prezzi ragionevoli. Il padre dell'armonica a
bocca morì l'11 dicembre 1902 un giorno prima del suo sessantanovesimo
compleanno. Cinque anni più tardi, la compagnia da lui creata
festeggiava il suo cinquantesimo anniversario in un immenso stabilimento
che ogni anno produceva 7 milioni di armoniche.
L'azienda condotta
dai figli continuava con successo ad esportare strumenti in tutto il
mondo e neanche la prima guerra mondiale rallentò la marcia di quello
che diventerà lo strumento musicale più diffuso al mondo. Tra il 1914 e
il 1918 l'associazione musicisti britannici, raccolse fondi da destinare
all'acquisto di armoniche a bocca che sarebbero state poi fornite a
ciascun militare. Anche la Germania (per la quale la Hohner aveva creato
uno speciale modello dedicato al Kaiser) fece lo stesso. Il primo Natale
di guerra, ad ogni soldato tedesco fu donata una armonica. Ora
l'organetto a bocca era diventato davvero uno degli strumenti più
popolari in assoluto e , a supporto di questo, la Hohner volle creare
una armonica ancora più versatile, in grado di suonare generi musicali
che gli erano stati, fino ad allora, proibiti, come la musica classica o
il jazz. Per questo negli anni dal 1924 al 1935 la compagnia sviluppò e
costruì l'armonica cromatica. Nel 1928 la Hohner riuscì anche ad
assorbire i suoi antichi rivali (in qualche modo però anche insegnanti)
Messner e Weiss.
La cosa coincise con un fortissimo boom nella
produzione degli strumenti che nel 1930 arrivò a 25 milioni di pezzi.
Intanto negli Stati Uniti, anche per merito degli spettacoli viaggianti
e soprattutto dei musicisti afroamericani (ai quali va tutto il merito
di avere sviluppato l'armonica nella musica moderna con il suo impiego
nel blues e nel jazz) lo strumento stava vivendo un periodo davvero
aureo. Tantissime le bande anche scolastiche di sole armoniche che
utilizzavano tutte le nuovissime invenzioni della Hohner cioè l'armonica
cromatica, quella basso, e quella ad accordi. Sempre all'inizio degli
anni '30 la Hohner decise anche di iniziare la costruzione di modelli
dedicati ad un particolare avvenimento o personalità di quegli anni.
Sempre in quel periodo la compagnia annunciò di avere assemblato la più
costosa armonica che avessero mai prodotto.
Si trattava di uno
strumento di oro zecchino decorato con avorio e gemme preziose che la
Hohner donò a Papa Pio IX.












Gli affari subirono un forte colpo con l'avvento al potere del
nazismo, al quale la compagnia tedesca, tra l'altro, dedicò un
particolare modello: il famigerato SA Marches che fu dedicato alle
camice nere di Hitler. Per tutta risposta e, ironia della sorte, il
regime nazifascista, nominò ufficialmente strumento del popolo per
eccellenza la fisarmonica.
Naturalmente la seconda guerra mondiale
bloccò l'esportazione di armoniche a bocca all'estero, specialmente nei
paesi nemici della Germania. L'emergenza legata alla guerra ridusse tra
l'altro, di molte unità, il personale specializzato che lavorava da anni
presso la compagnia e anche l'approvvigionamento dei metalli usati per
la costruzione degli strumenti, cominciava a diventare difficile.
La
Hohner come molte altre aziende tedesche, fu parzialmente riconvertita a
fabbrica di munizioni, nella quale venivano spesso impiegati prigionieri
di guerra provenienti in prevalenza dalla Russia e da altri paesi
dell'Europa dell'Est.
Alle truppe tedesche, impegnate nell'invasione
europea, fu inviata in regalo una armonica sulla quale era tragicamente
scritto "Saluti da casa".
Per la Hohner, comunque, la seconda guerra
mondiale, finì nell'aprile del 1945, quando le truppe francesi entrarono
a Trossingen. La ditta recuperò presto il ruolo di primo piano che aveva
nella produzione delle armoniche a bocca. I loro insuperabili artigiani
erano davvero un punto di forza imbattibile. Pensate che alla fine degli
anni '40 occorrevano circa cinquanta operazioni manuali per assemblare
ed accordare una armonica Hohner. "Nessuna macchina è in grado di
mettere l'anima dentro questo strumento, solo l'orecchio dell'uomo".
Questo era quello che diceva un vecchio artigiano della Hohner che aveva
passato più di cinquant'anni ad accordare armoniche a bocca.
Gli anni
'50 passarono relativamente tranquilli per il mercato della Hohner, però
durante gli anni '60 con il fenomeno del blues revival, i giovani
artisti di folk progressivo e l'avvento dei nuovi cantautori, l'armonica
a bocca conobbe di nuovo una grande popolarità.
Dalla sua fondazione
la ditta tedesca, ha offerto agli armonicisti di tutto il mondo, più di
1500 modelli di armonica diversi, dalla più piccola la little lady, alla
gigantesca armonica ad accordi.
Nel 1986 la Hohner ha aperto a
Trossingen il museo dell'armonica dove sono in mostra più di 25.000
pezzi. Oggigiorno la Hohner vende due milioni di armoniche all'anno,
rimanendo la compagnia leader del mercato, anche se il processo di
costruzione degli strumenti, è stato in gran parte spostato nei paesi
asiatici, dove, purtroppo, le lavorazioni sono quasi esclusivamente
meccanizzate. La lunga ed interessante storia di questo incredibile e
magico strumento doveva, comunque, finire con l'armonica che ritorna a
casa, nei luoghi da cui era partita 5000 anni fa…
L'ARMONICA NELLA MUSICA FOLK/TRADIZIONALE EUROPEA
- L'armonica in Italia -
L'armonica a bocca è stata per molti anni lo strumento
preferito dal popolo per suonare la propria musica. Il fatto che
costasse relativamente poco e che fosse comodissima da portare con sè,
ha fatto dell'armonica lo strumento ideale degli emigranti, dei pastori,
dei contadini, dei minatori, insomma, della povera gente. Nel nostro
paese e non solo, è sempre stato uno strumento fortemente legato ai ceti
più bassi della popolazione, che non poteva di certo permettersi un
violino o un pianoforte. L'essere considerata in qualche modo uno
strumento che ricordava spesso alle persone situazioni di povertà e di
miseria, ha fatto in modo che la gente, negli ultimi decenni, con il
consistente miglioramento delle proprie condizioni economiche, si
allontanasse sempre più dall'armonica a bocca. Il boom della sorella
fisarmonica più versatile e dal suono più potente, nonché meno
impegnativa da suonare nella musica da ballo, ha fatto si che
l'armonica, specialmente nel nostro paese, diventasse sempre meno uno
strumento musicale e sempre di più uno scacciapensieri o addirittura un
giocattolo. Diversa invece la situazione negli altri paesi Europei e in
special modo nel Regno Unito, dove l'armonica a bocca è rimasto uno
degli strumenti preferiti per suonare musica popolare. L'autore di
questo scritto sta comunque ampliando le proprie ricerche per quanto
riguarda la raccolta di materiale sia scritto che fonografico e si
augura che presto ci possa essere almeno in rete un luogo da cui
attingere notizie sul ruolo dell'armonica a bocca nel mondo della musica
tradizional-popolare. Sebbene le registrazioni dedicate esclusivamente
all'armonica folk siano estremamente rare ecco, comunque, una piccola
discografia che spero possa essere utile per tracciare una prima mappa
di ciò che è stata ed è la bellissima musica di questo strumento in
Europa. Purtroppo da questa piccola lista manca anche l'Italia ma mi
auguro che presto possa aggiornare il mio elenco con interessanti
novità. Molti di questi dischi (alcuni addirittura usciti solo in
vinile) sono disperatamente esauriti, ma sono sicuro che se vi
appassionerete alla ricerca tramite Internet potrete sicuramente trovare
gemme musicali riguardanti questo meraviglioso strumento.

DISCOGRAFIA CONSIGLIATA:
IRLANDA , SCOZIA, INGHILTERRA
TOMMY REILLY AND SKAILA KANGA "Play british folk
-songs"
(CHANDOS 8559 - 1987)
BRENDAN POWER "New Irish Harmonica"
(PUNCH MUSIC PMCD 002 - 1994)
OPEN HOUSE (ARMONICISTA MARK GRAHAM)
"Hoof and mouth"
(GREEN LINNET 1169 - 1997)
JOE RYAN & EDDY CLARK
"Crossroads"
(GREEN LINNET CASSETTE - 1981)
PIP, JOHN & PHIL
MURPHY "The trip to Cullenstown"
(CC 55 CD - 1991)
DONALD BLACK
"West winds"
(GREEN TRAX RECORDINGS - 1995)
FRANCIA, QUEBEC, CAPE BRETON
ALAN CHATRY "Entre France and Quebec"
(AUTOPRODUZIONE DISTR. L'AUTRE DISTRIBUTION - 1997)
TOMMY BASKER "
The tin sandwich "
(SILVER APPLE MUSIC - 1994)
BRUNO KOWALCZYK "Ça
pas d'allure"
(AUTOPRODUZIONE - 1999)
GABRIEL LABBE' " Harmonica
diatonique "
(CASSETTA AUTOPRODUZIONE - 1991)
GABRIEL LABBE'
"Hommage a Alfred Montmarquette"
(TRCD - 9501 - 1995)
SVEZIA E PAESI NORDICI
AAVV MUNSPEL & HANDKLAVER
(CAPRICE RECORDS 21482)
ELIAS JONSSON e PELLE HAMMARBERG
(SONET GRAMMOFON - 1980)
FILARFOLKET "Live" (armonicista : ALE MÖLLER)
(AM 49 - 1985)
PELLE
LINDSTRÖM "Munspelman"
(GIGA - 1983)
L’ARMONICA A BOCCA TRA ASIA, EUROPA e AMERICA
La storia dell’armonica a bocca dagli inizi ai giorni
nostri, in tutti i generi musicali, in 35 importantissime date e in 15
CD…
di Fabrizio Poggi
3000 A.C.ca
Il primo strumento ad
ancia viene sviluppato in Cina da dove parte la sua diffusione per tutto
il Sudovest Asiatico
1636
Martin Mersanne descrive in una
sua lettera lo Sheng uno strumento ad ancia libera asiatico e introduce
il principio delle ance libere in Europa
1776
Il missionario Gesuita
francese Padre Amiot spedisce molti esemplari di Sheng dalla Cina a
Parigi
1780 circa
I costruttori di
strumenti europei cominciano a sperimentare le ance libere
1816
Johann Buschmann, un
costruttore di organi tedesco, inventa il Terpodion, una tastiera ad
ance libere predecessore dell’armonica e dell’armonium
1821
Christian Friedrich Buschmann,
figlio del costruttore di organi Johann Buschmann, registra il primo
brevetto europeo per un organo a bocca ad ance libere. Chiama la sua
invenzione aura
1825
Il boemo Richter sviluppa la
configurazione musicale dell’armonica a bocca. L’accordatura da lui
inventata è rimasta la stessa fino ai giorni nostri
1827
Christian Messner un
orologiaio di Trossingen, Germania, comincia con il cugino Weiss a
costruire armoniche
1829
A Vienna, Austria, comincia la
produzione di massa delle armoniche
1857
Dopo ripetute visite alla
fabbrica di armoniche di Messner e Weiss, Matthias Hohner, un altro
orologiaio di Trossingen, Germania, comincia la manifattura di armoniche
a bocca nella sua cucina con l’aiuto della sua famiglia e di due operai.
Durante il primo anno costruirà 700 armoniche
1862
Matthias Hohenr comincia ad
esportare armoniche, con grande successo, negli Stati Uniti che
diventerà presto la nuova patria dell’armonica a bocca
1867
La Hohner produce 22.000
armoniche
1878
I macchinari sviluppati da
Julius Berthold permettono di produrre ance anche di metallo con
l’ausilio delle macchine e non più a mano. La Hohner comunque continua
ad accordare le proprie armoniche a mano
1879
La configurazione musicale
inventata dal cecoslovacco Richter viene applicata all’armonica a dieci
fori e diventerà poi l’accordatura standard per tutte le armoniche
diatoniche
1887
La Hohner produce 1.000.000 di
armoniche
1893
Una depressione economica
americana costringe Hohner a cessare le esportazioni negli Stati Uniti e
a cominciare ad espandersi verso altri mercati. L’anno seguente il 1894,
l’armonica appare per la prima volta in un film. La pellicola è muta e
sulla scena si muovono dei ballerini uno dei quali suona un’armonica a
bocca
1896
M. Hohner brevetta il modello
Marine Band. La sua forma, le bellissime incisioni sulle placche copri
ance e l’eccellente sonorità faranno di questo strumento il più venduto
nel mondo. Il nome viene dalla famosissima orchestra della marina
militare americana diretta da John Philip Souza
1897
La Hohner produce 3.000.000
di armoniche a bocca
1900
M. Hohner lascia il controllo
dell’azienda nelle mani dei figli
1902
L’11 dicembre muore Matthias
Hohner
1911
La Hohner produce 8.000.000
di armoniche
1920 circa
Negli Stati Uniti inizia
l’età d’oro dell’armonica a bocca. Incisioni contenenti brani di blues,
country e jazz, suonati con l’armonica arrivano, anche, al grande
pubblico. Il brano Wreck of the old 97 suonato da Vernon Dalhart
all’armonica diventa il primo disco a vendere un milione di copie nella
storia della musica country. L’armonicista afro americano Deford Baley
star del famoso spettacolo radiofonico Grand Old Opry è il primo artista
country ad incidere a Nashville. Gli artisti che suonano il blues
iniziano ad essere registrati, dapprima a New York e poi in tutto il
paese. Verso la fine degli anni ’20 numerosissimi sono i suonatori di
musica blues ad avere all’attivo almeno una incisione. Complessi
musicali formati da sole armoniche a bocca cominciano a formarsi ed
esibirsi con successo soprattutto negli spettacoli viaggianti
1923
Albert Hoxie, un ricco
benefattore di Filadelfia, negli Stati Uniti, inizia ad organizzare
concorsi per armonica a bocca. Hoxie incoraggia anche la formazione di
bande con uniformi militari di sole armoniche. Il successo di queste
bande che marciando e suonando girano tutta l’America, scatena un
autentico entusiasmo intorno all’armonica e a queste formazioni.
1924
La Hohner inizia la produzione
delle armoniche cromatiche. Sempre negli anni ’20 la Hohner inventa
l’armonica basso, quella ad accordi e la Polyphonia, per soddisfare le
esigenze dei complessi musicali formati da sole armoniche a bocca
1927
L’armonicista e uomo di spettacolo
statunitense Borrah Minevitch incontra il collega Johnny Puleo e con lui
decide di fondare (insieme ad altri armonicisti) gli Harmonica Rascals
(I monelli dell’armonica).
Con una fortunata miscela di cabaret e
musica per armonica al limite del virtuosismo il gruppo diventa
famosissimo in tutto il mondo. Il loro spettacolo convince tantissime
persone ad acquistare e quindi ad imparare l’armonica a bocca. Nel 1929,
sempre negli Stati Uniti, viene fondata L’associazione dei complessi
musicali di armoniche che ha come motto: “teniamo i ragazzi lontano
dalle strade” e conta qualcosa come 45.000 musicisti iscritti
1930 circa
I complessi formati da
sole armoniche a bocca sono i più famosi negli Stati Uniti. L’armonica a
bocca diventa regolare materia di studio nella maggior parte delle
scuole pubbliche. I gruppi di armonica, cominciano anche ad apparire
frequentemente nei film dell’epoca. Il giovane Larry Adler diventa il
più famoso solista di armonica a bocca suonando brani di jazz e musica
classica (per lui più tardi si comporranno addirittura concerti di
musica classica per armonica solista e orchestra. Qualche anno dopo
Larry Adler suonerà in Europa per le truppe alleate di stanza a
Norimberga, in Germania. Si racconta che volendo localizzare dove fosse
la fabbrica della Hohner che voleva visitare, Larry Adler, che volava su
di un piccolo aeroplano, dava indicazioni al pilota servendosi di un
disegno stampato sulla scatola di una armonica che lui stava usando come
mappa per orientarsi.
Negli anni ’30 la Hohner arriva a vendere in
tutto il mondo 25.000.000 di armoniche a bocca
1940 circa
La 2° Guerra Mondiale
ferma temporaneamente le esportazioni della Hohner verso gli Stati
Uniti. Contemporaneamente molti complessi di sole armoniche si sciolgono
e parecchi musicisti vengono arruolati. La depressione economica degli
stati del sud, specialmente quello del Mississippi, costringe molti afro
americani ad emigrare verso il nord dove vi sono le grandi industrie che
cercano manodopera. Molti di loro si fermano a Chicago e formano una
grande comunità. La popolazione afro americana, che tanto ha fatto per
lo sviluppo dell’armonica a bocca, comincia a contaminare la musica
blues campagnola con strumenti come la batteria e la chitarra elettrica,
anche per riuscire a farsi ascoltare in sale da ballo spesso
affollatissime e molto rumorose. Anche l’armonica viene spesso suonata
con un microfono inserito in un amplificatore per chitarra. Questo
permette ai musicisti di avere un suono più potente e di poter competere
con il volume degli altri strumenti. Uno dei primi ad elettrificare la
propria armonica è stato l’armonicista Snooky Pryor.
1947
Il disco del trio di sole
armoniche chiamata Harmonicats diventa negli Stati Uniti il disco più
venduto. Sarà anche destinato a diventare uno dei dischi più venduti
nella storia con più di 20 milioni di copie esaurite nel giro di poche
settimane. Questo grande successo permetterà all’armonica a bocca di
diventare uno strumento come tutti gli altri, agli occhi o meglio alle
orecchie di chi lo considera poco più di un giocattolo. Finalmente gli
armonicisti sono considerati musicisti a tutti gli effetti
1950 circa
Mentre le grandi
formazioni di sole armoniche vanno scomparendo, negli Stati Uniti, in
seguito al grande successo degli Harmonicats, si formano diversi
complessi a trio. I suonatori di armonica a bocca amplificata guidati da
Little Walter, dominano la scena blues di Chicago. Il Rock’n’roll è in
ascesa nei gusti musicali dei giovani e l’armonica, soppiantata dalla
chitarra elettrica scompare dalle registrazioni discografiche fino al
seguente decennio. In Inghilterra i musicisti blues John Mayall e Cyril
Davies pongono le basi per quello che sarà il blues revival inglese
degli anni ’60. Il belga Jean Toots Thielemans diventa uno dei più
famosi armonicisti nell’ambito della musica jazz. L’anno seguente il
1951, durante una registrazione con il grande cantante e chitarrista
blues Muddy Waters, l’armonicista di Chicago Little Walter, un autentico
maestro nel suo stile musicale, incide il primo disco in cui è possibile
ascoltare una armonica a bocca elettrificata: era nato il sassofono del
Mississippi
1960 circa
Negli Stati Uniti la
nuova scena dei cantanti folk guidata da Bob Dylan riporta in auge
l’armonica che ritorna ad essere popolarissima. I Beatles sono alla
testa della famosa invasione (musicale) inglese dell’America. John
Lennon suona spesso l’armonica a bocca nei dischi e durante le
esibizioni live del celebre quartetto. Molti gruppi inglesi come i
Rolling Stones o gli Yardbirds hanno un cantante che suona anche
l’armonica. Verso la fine del decennio c’è un nuovo revival della musica
blues ad opera degli armonicisti bianchi di Chicago: Paul Butterfield,
Charlie Musselwhite e Corky Siegel
1962
Nel 1962 negli USA viene
fondata la Società per la conservazione e l’avanzamento dell’armonica a
bocca i cui entusiasti soci armonicisti si occupano di diffondere in
tutta l’America l’interesse verso questo strumento
1965
Il 16 dicembre l’astronauta Wally Schirra suona Jingle Bells
con una Hohner modello Little Lady a 4 fori che si è portato con se
nella navicella spaziale Gemini 4. E’ il primo strumento musicale
suonato nello spazio
1970 circa
La popolarità
dell’armonica viene di nuovo oscurata dalla chitarra elettrica che
domina la scena della musica rock e blues. Anche la musica country di
Nashville si orienta verso arrangiamenti moderni e sofisticati che non
lasciano spazio all’armonica a bocca. Magic Dick del gruppo J. Geils
Band è l’unico armonicista a godere di una certa popolarità nel mondo
della musica rock. Anche il blues soffre di uno dei suoi periodici cali
di popolarità
1980 circa
Il successo del film I
Blues Brothers contribuisce a rinnovare in tutto il mondo l’interesse
verso la musica blues e verso l’armonica a bocca. Nuove compagnie
produttrici di armoniche a bocca si affacciano sul mercato: le
giapponesi HUANG, YAMAHA e SUZUKY, la brasiliana HERING e la
nippo/americana LEE OSKAR.
Quest’ultima in special modo sperimenta
nuove tecniche di costruzione e nuovi ed interessanti tipi di
accordatura.
La Hohner arriva al suo primo MILIARDO di armoniche
prodotte
1990 circa
Nuovi armonicisti
statunitensi come Howard Levy, Sugar Blue e John Popper (del gruppo
Blues Traveller) aprono nuovi orizzonti musicali all’interno della
musica jazz, blues e rock. Il ritorno della musica tradizionale acustica
ed etnica negli Stati Uniti, in Canada, nelle Isole Britanniche e nel
Nord Europa, favorisce un rinnovato interesse anche intorno all’uso
dell’armonica a bocca in ambito folk
15 ARTISTI INDISPENSABILI PER
CONOSCERE L’ARMONICA A BOCCA
(non segnalo nessun titolo in particolare perché qualsiasi raccolta o
greatest hits riusciate a trovare potrà darvi un’idea dello stile e
della musica suonata da ciascuno di questi maestri dell’armonica a
bocca)
• TOMMY REILLY
• LARRY ADLER
• CHAM-BER HUANG
•
ROBERT BONFIGLIO
• TOOTS THIELEMANS
• STEVIE WONDER
• HOWARD
LEVY
• MIKE STEVENS
• BRENDAN POWER
• CHARLIE McCOY
• SONNY
BOY WILLIAMSON I
• SONNY BOY WILLIAMSON II (RICE MILLER)
• LITTLE
WALTER
• SONNY TERRY
• LEE OSKAR
- GLI STRUMENTI –
Ci sono tantissimi modi di suonare l’armonica folk e ci
sono, quindi, diversi strumenti con i quali il musicista può esprimersi.
Le armoniche cromatiche, ad ottave, tremolo e diatoniche ad ancia
singola, accordate in varie tonalità, hanno ciascuna il proprio
carattere musicale nonché pregi e limitazioni.
• ARMONICHE DIATONICHE AD ANCIA SINGOLA (10 fori)
- Accordatura Richter
Le ance dell’armonica a bocca diatonica sono accordate
in modo da produrre solo note della scala diatonica nella quale sono
accordate, cioè, non sono in grado di suonare note appartenenti ad altre
scale musicali, cosa che può invece fare l’armonica cromatica. In ogni
foro vi è un’ ancia da soffiare e una da aspirare. La maggior parte di
queste armoniche hanno dieci fori dei quali i centrali formano una
ottava completa.
Sebbene questi modelli di armonica (Piccolo, Marine
Band, Special 20, Golden Melody, Proharp) non siano mai stati molto
usati nella musica folk, gli armonicisti contemporanei sono concordi
nell’affermare che questo tipo di strumento sembra creato apposta per
suonare melodie tradizionali. Questa armonica ad ancia singola permette
al musicista di suonare una melodia, di eseguire accordi di
accompagnamento e di produrre note con il sistema bending. Questo
sistema che in Italia viene comunemente chiamato piegare le note,
permette al musicista di suonare anche note musicali non costruite nello
strumento ma ottenute dall’esecutore, con una particolare tecnica che
impegna respiro, zona palatale e lingua. Questo sistema inventato nella
prima metà del ‘900 dagli afro americani è simile a quello usato dai
chitarristi quando alzano una corda (solitamente verso l’alto) per dare
una maggiore espressività alla melodia suonata. Questa tecnica è molto
usata nella musica folk per ottenere note mancanti, negli attacchi e
nelle note lunghe quando l’armonica ha come strumenti di riferimento il
violino e la cornamusa e i loro suoni così carichi di grande tensione
emotiva. L’armonica diatonica a 10 fori è anche utilizzata per
l’accompagnamento di altri strumenti specialmente se suonata nella parte
bassa. In Italia ci sono alcuni suonatori di questo tipo di armonica che
con una tecnica particolare riescono con questi piccoli strumenti a
suonare sia la melodia che l’accompagnamento ritmico con un’espressività
musicale davvero notevole. Questo sistema di esecuzione è spiegato più
dettagliatamente nella parte dedicata alla armonica tremolo. Non va
dimenticato inoltre che il costo non eccessivo di questo modello fa si
che l’armonica diatonica a dieci buchi sia l’ideale per il primo
approccio verso la musica tradizionale.
• LE ARMONICHE TREMOLO
Le armoniche tremolo sono le più diffuse nella musica
popolare. I modelli della Hohner: Echo, Golden Melody, Tremolo Armonica
e la celeberrima Bravi Alpini (che la ditta tedesca aveva dedicato ai
nostri soldati) sono tutt’oggi le più suonate dagli armonicisti che
eseguono musica tradizionale. Le armoniche tremolo si dividono in
strumenti dall’effetto tremolo cosiddetto normale e in strumenti
dall’effetto tremolo cosiddetto viennese, quest’ultimo contraddistinto
da un vibrato più naturale e quindi più dolce all’ascolto. Questo tipo
di strumento ha dei doppi fori che contengono ciascuno due ance
accordate in maniera leggermente diversa (una un pochino più acuta e una
un pochino più bassa).
Quando le ance suonano insieme questa
dissonanza crea un bellissimo effetto tremolo (sia soffiando che
aspirando).
Il principio è lo stesso che dà quel caratteristico
suono alla fisarmonica. Naturalmente più l’effetto tremolo è accentuato
più potente sarà il suono dello strumento.
Un modello molto usato
nella musica celtica è l’Hohner Weekender, oppure (di recente
importazione nel nostro paese) le cromatiche tremolo della giapponese
TOMBO. Di ottima qualità, i modelli più usati sono la Band de Luxe, la
Band 21 (anche prodotta in Do minore!) e la Band 24 . Questi modelli
(come le armoniche tremolo usate nella musica orientale) non sono
accordato con il sistema Richter ma usano una sequenza di note simile
all’organetto diatonico o all’armonica cromatica. Questo permette agli
strumentisti di avere più note a disposizione per suonare brani
tradizionali più complicati. Tornando alle armoniche accordate con il
sistema tradizionale Richter va evidenziato anche il fatto che le
armoniche costruite per il mercato anglosassone, tedesco, austriaco,
comunque nordeuropeo hanno una velocità di vibrato molto meno accentuata
della nostrana Bravi Alpini. Infatti, le tremolo estere di solito
vengono usate esclusivamente per suonare melodie mentre quelle italiane
che hanno un vibrato più sostenuto si prestano maggiormente ad essere
suonate ad accordi. In effetti nella musica celtica nordeuropea viene
privilegiato l’aspetto melodico a dispetto di quello armonico, e
l’espressività è creata quindi, non tanto dagli accordi o dalla armonia
in genere, ma piuttosto dalla qualità del suono e dagli abbellimenti
artistici creati di volta in volta dal musicista stesso. Nel nostro
paese l’armonica tremolo o Bravi Alpini viene suonata prevalentemente
con il sistema della lingua che copre i buchi che non devono suonare.
Questa tecnica che permette agli armonicisti di suonare
contemporaneamente sia l’accompagnamento ad accordi sui bassi, che la
melodia, pur essendo encomiabilmente complicata e richiedendo quindi una
certa maestria nel metterla in pratica ha, però, lo svantaggio di
spersonalizzare il suono dell’armonica a bocca che in questo caso
ricorda tantissimo la cugina fisarmonica. In altre aree europee, in
special modo nelle aree cosiddette celtiche l’armonica tremolo, suona
quasi esclusivamente la melodia lasciando l’accompagnamento ad altri
tipi di armonica (come la Hohner Vineta, la Basso, e l’armonica ad
accordi) creandosi così un proprio ed esclusivo sound.
• LE ARMONICHE AD OTTAVA
Le armoniche ad ottava sono state per anni tra le
favorite per suonare musica di ispirazione celtica. Le Hohner modello
Comet, Autovalve, Harp Orchester, Unsere Lieblinge e Contessa sono molto
usate dagli armonicisti folk. L’accordatura di questi strumenti è la
stessa dei modelli tremolo, cioè la sistemazione delle ance è la stessa.
La differenza con i modelli tremolo risiede nel fatto che i modelli
tremolo hanno le ance accordate in maniera uguale sia nei fori superiori
che in quelli inferiori, mentre le armoniche ad ottava sono appunto
accordate con una nota più grave e una più acuta. La sonorità a questo
punto diventa molto brillante e può ricordare molto da vicino un
organetto diatonico a 2 voci. Questo succede perché le armoniche
accordate ad ottava hanno 4 ance ogni doppio foro. Un paio aspirate e un
paio soffiate.
Anche con le armoniche ad ottava si possono suonare
(come con le tremolo) sia melodie che accordi. Naturalmente, ci sono
note che mancano nella parte bassa dello strumento, ma i vecchi
armonicisti (e anche i vecchi suonatori di fisarmonica diatonica –
l’organetto- ) riuscivano sempre in un modo o nell’altro a superare
questi ostacoli tecnici suonando con i loro strumenti bellissime
canzoni.
• LE ARMONICHE CROMATICHE
Questi strumenti possono, con l’ausilio di un pulsante,
suonare qualsiasi brano in qualsiasi tonalità, avendo tutte le note
costruite nello strumento. Le cromatiche sono indicatissime per i brani
di influenza celtica per la frequenza di passaggi cromatici e note
ornamentali che contraddistinguono questo tipo di musica. L’armonica
cromatica (solitamente) è suonata a note singole e difficilmente esegue
ottave o accordi.
Le armoniche cromatiche più diffuse tra i suonatori
di musica tradizionale sono: la Hohner 255-Crometta, la 260-Chromonica,
la 270-Super Chromonica , la CX 12 e la Super 64 Chromonica.
LA STORIA DELLA HOHNER
dal sito internet http://www.hohner.de/ e per gentile
concessione
della “MATTH HOHNER AG” – Germania
traduzione e adattamento: Fabrizio Poggi
• 1833 Nasce a Trossingen, Germania, Matthias Hohner
• 1857 Dopo un anno pieno di esperimenti, Matthias Hohner, già
orologiaio,
comincia la produzione e la vendita di armoniche a bocca
• 1866 circa Le prime armoniche a bocca Hohner vengono vendute negli
Stati Uniti
Le esportazioni oltreoceano sono state determinanti per
l’azienda che comincia a crescere
• 1873 All’esposizione universale
di Vienna la Hohner viene premiata. Con
questa onorificenza e con
altre che si aggiungeranno la Hohner migliorerà la propria immagine di
produttore di massima qualità
• 1877 86 operai producono 85.680
strumenti
• 1880 La produzione artigianale viene sostituita da quella
industriale. Speciali
macchinari, rendono la produzione di massa,
possibile
• 1887 Vengono ampliati gli stabilimenti
• 1889
L’Azienda istituisce una specie di mutua a tutela dei propri dipendenti
(cosa piuttosto inusuale per l’epoca – n.d.r. -)
• 1900 Matthias
Hohner lascia l’Azienda ai suoi cinque figli. Morirà nel 1902.
• 1906
Viene acquistata la ditta Hotz di Knittlingen (Germania)
(-
prestigiosa azienda produttrice di armoniche a bocca – n.d.r. - )
•
1909 Fondazione della Matthias Hohner S.p.a.
• 1920 Il decennio d’oro
dell’armonica a bocca 4000 operai producono
all’anno 20 milioni di
strumenti
• 1927 Fondazione dell’orchestra di armoniche a bocca
Hohner
• 1928/1929 Acquisto della Compagnia Christian Weiss (altra
prestigiosa azienda
produttrice di armoniche a bocca – n.d.r. - )
• 1931 Fondazione della Hohner casa di Edizioni Musicali, del
conservatorio
Hohner e della Associazione Armonicisti
• 1957 Il 26
di luglio l’azienda festeggia il suo centesimo anniversario
• 1962
Inizio della produzione di flauti dolci
• 1975/1980 Sviluppo e
produzione di una linea di altri strumenti musicali (chitarre,
tastiere elettroniche e altro – n.d.r. - )
• 1989 Campionato
mondiale dell’armonica a bocca a Trossingen (Germania –
sede
centrale della Hohner)
L’ARMONICA A BOCCA NELLA MUSICA TRADIZIONALE
STATUNITENSE
di Fabrizio Poggi
“Metà del mondo suona l’armonica e all’altra metà piacerebbe…”
Grazie a Bob Dylan l’armonica suonata con un reggiarmonica
al collo, è diventata il simbolo internazionale dell’armonica folk.
L’armonica a bocca è suonata, naturalmente, in tutto il mondo: in Asia
(Juko Saito), in America Latina (Hugo Diaz) e in Europa ma sono gli
Stati Uniti, il paese dove questo strumento ha avuto (e ancora ha) una
notevolissima diffusione tra i musicisti di musica etnica/tradizionale
americana.
Suonata con il celebre supporto al collo dai cantanti
chitarristi di strada negli anni ’20, al più recente Bruce Springsteen,
l’armonica a bocca è uno degli strumenti che più rappresenta la musica
tradizionale americana. I più celebri suonatori di armonica al collo
restano Bob Dylan e Neil Young, ma non va dimenticato il grande lavoro
del bravissimo virtuoso della chitarra folk statunitense Doc Watson, che
ha spesso suonato l’armonica a bocca nelle proprie incisioni.
Anche
nell’unica musica americana veramente autoctona cioè il blues, dove
l’armonica ha avuto ed ha uno dei sui massimi sviluppi artistici, ci
sono stati parecchi musicisti afro americani che hanno usato chitarra e
armonica contemporaneamente (sempre per mezzo dell’ormai celeberrimo
supporto).
Tra questi ricordiamo: Jimmy Reed, Slim Harpo, Dottor
Ross, Jesse Fuller e Juke Boy Bonner. Altro bravissimo suonatore di
armonica al collo è il contemporaneo John Hammond.
C’erano, tra
l’altro, in passato, negli Stati Uniti, cantanti chitarristi come ad
esempio Frank Floyd, che suonavano la chitarra e l’armonica
contemporaneamente senza però servirsi del supporto ma, infilandosi lo
strumento in bocca come se fosse un sigaro. Sentire per credere.
ARMONICISTI FOLK (AMBITO EUROPEO)
ARTISTA / TIPO DI MUSICA ESEGUITA
TOMMY REILLY Classica / celtica
DONALD BLACK Tradizionale scozzese /
Celtica
BRENDAN POWER Tradizionale irlandese / Etno jazz
MIKE
STEVENS Tradizionale USA / canadese /celtica
RORY McLEOD Folk
contemporaneo /celtica
GABRIEL LABBE’ Folk canadese (Quebec) /
tradizionale francese
BRUNO KOWALCZYK Folk canadese (Quebec/ Cape
Breton
Folk contemporanea (francese)Tradizionale irlandese
JOSE’
GALINDO Spagnola (Castellon area)Mediterranea
MARK GRAHAM
Tradizionale USA / tradizionale irlandese / celtica
LONNIE GLOSSON
Tradizionale USA / celtica
YVES LAMBERT (gruppo BOTTINE SOURIANTE)
Folk canadese (Quebec) Tradizionale francese
MICHELINO CARTA
Tradizionale sarda
EDDIE CLARK Tradizionale irlandese / celtica
PIP, JOHN & PHIL MURPHY Tradizionale irlandese / celtica
ALAIN CHATRY
Folk canadese (Quebec) Tradizionale francese
JEAN SABOT Irlandese /
Bretone / Celtica
JOEL BERNSTEIN Irlandese
ELIAS JONSSON
Tradizionale svedese
PER LUDVIG JORDHAL Tradizionale svedese
NIS
KARL DANIELSSON Tradizionale svedese
I VAR ANDERSSON Tradizionale
svedese
ALE MÖLLER (gruppo FILARFOLKET) Svedese
PELLE LINDSTRÖM
Svedese
ARINA STAM Svedese, portoghese, canadese (Quebec)
TOMMY
BASKER Celtica / canadese (Cape Breton)
FABRIZIO POGGI (gruppo
TURUTUTELA) Tradizionale / folk contemporanea del nord Italia
THOMAS
HOLM (John Pinkilton Band) Celtica
MICK KINSELLA / tradizionale
irlandese/ contemporanea celtica
FRUSTAPOTS DI SAINT MARTIN
/Tradizionale Valdostana
FRUSTAPOTS DI GRESSAN /Tradizionale
Valdostana
PAOLO MILLET (gruppo Mariposa) Tradizionale
piemontese/tradizionale francese
GIANRENZO DUTTO (gruppo Senhal)
/Tradizionale e contemporanea occitana
MLINOT ‘D COUSTAN (Bartolomeo
Civalleri) /Tradizionale occitana
COUSTON ‘D ME’ ‘D TON(Costanzo
Lantermino) /Tradizionale occitana e norditaliana
WALTER ZANNINELLO
Tradizionale Friuli Venezia Giulia / Veneto
MATT WALKLATE
Tradizionale irlandese / contemporanea celtica
MASSIMO DOLCI (
Cantafilò) / popolare veronese e veneta
OTELLO PERAZZOLI (Cantafilo') / popolare veronese e veneta
N.B.: la lista è ovviamente incompleta e la
ricerca continua…
Invitiamo chiunque possa aiutarci con
notizie riguardanti gli armonicisti operanti nel campo del folk
tradizionale, della musica etnica europea, ma soprattutto italiana,
a
contattarci al seguente indirizzo:
Associazione Culturale TURUTUTELA – Via Montagna 33 – 27058 VOGHERA
(PV)
Tel/fax : 0383.367512
e-mail:
megange@tin.it
|
L’ARMONICA NELLE LINGUE
EUROPEE |
|
IRLANDA
|
Fidil fhrancàch (gaelico) |
| INGLESE |
Harmonica, mouth harmonica, mouth organ, gob iron |
|
SCOZZESE |
Gob iron, moothie |
|
FRANCESE |
Harmonica, harmonica a bouche, harmonica de bouche, ruines babines |
|
TEDESCO
|
Bläsle, Mundharmonika , harmonika, mundharmoniken, fotzhobel
|
|
SPAGNOLO
|
Armónica, harmónica |
|
PORTOGHESE |
Gaita de boca, harmonia, harmônica, hermônika |
|
OLANDESE
|
Harmonica |
|
DANESE |
Mundharmonika |
|
SVEDESE |
Munspel |
|
FINLANDESE
|
Sointuoppi |
|
NORVEGESE
|
Avstemt for munn |
|
CECO-SLOVACCO
|
Harmonika v ûsta |
|
POLACCO |
Harmonijka ustna przy otwór |
|
RUMENO |
Armonica, muzicuta de gura |
|
UNGHERESE
|
Szájharmonika |
|
TURCO |
Aðýz mýzýkasý |
|
RUSSO
|
Gudnaja, garmonika |
|
BULGARO
|
Oàðìîíèêà, aëànêîða |
|
CROATO |
Usna harmonika |
|
SLOVENO |
Harmonika, orglice v ustje, usna harmonika |
|
SERBO
|
Usna harmonica kod usta |
|
BOSNIACO |
Usna harmonika |
| |
|
| |
|
...e nei dialetti italiani…
PIEMONTESE, LOMBARDO,EMILIANO TRIESTINO FRIULANO
PATOIS VALDOSTANO OCCITANO SARDO |
Süneta, urganin, spineta, urganet Armonica a boca
Armoniche a bocje Frustapot Arganin Sonete a buca
|
Dischi di armonica a bocca introvabili?
L'associazione culturale turututela ha in archivio
registrazioni dei seguenti armonicisti.
BIG BUDDY LUCAS AND THE WIGGLERS BORRAH MINEVITCH
BRENDAN POWER BRUNO KOWALCZYK CAPPY BARRAS CARLOS DEL JUNCO
CHAM BER HUANG CHARLEY LEIGHTON CHARLIE McCOY CHARMING
HARMONICA TRIO CHET WILLIAMSON CLAUDE GARDEN DANNY WELTON
DAVE FOX DAVE McKELVIE TRIO D'MUULORGELER VO KRIENS DON LES
HARMONICATS DONALD BLACK EDDIE CLARKE EDDY L. MANSON EDU
DA GAITA FRANK FLOYD GEORGE THACKER GREG SZLAPCZYNSKI
HARMONICA & FIDDLE HARMONICA JAZZ TRIO HARMONICATS HAVE
MERCY HILLAR BERGMNA HORRIE DARGIE
HOTCHA TRIO HOWARD LEVY HUGO DIAZ J.J. MILTEAU JAN
VERWEY JEAN SABOT JELLY ROLL JOHNSON JERRY ADLER JERRY
MURAD’S HARMONICATS JOHN SEBASTIAN SR JOHNNY CADENTE JOHNNY
PULEO KINGS’S HARMONICA QUINTET LARRY ADLER LARRY LOGAN
LES THOMPSON LIONELL EASTON LONNIE GLOSSON |
MARK GRAHAM MARY TRAVERS MAT WALKLATE MAX GELDRAY
MEMOHIS REED RIDERS MIKE STEVENS MORTON FRASER
MOUTH ORGAN SWINGERS NEW WORLD HARMONICA TRIO NOSTALGICS
HARMONICA TRIO P.T. GAZELL PETE PEDERSEN PHIL, JOHN AND PIP
MURPHY PHILARMONICA TRIO & SEXTET QUARTETTO ARMONIA RELDA
TRIO RICHRD HAYMAN ROBERT BONFIGLIO ROLAND VAN STRAATEN
RONALD CHESNEY SEAGULL TRIO SIGMUND GROVEN STAG McMANN TRIO
STEVIE WONDERLEO DIAMOND SUSAN ROSEMBERG SWEDISH HARMONICA
THE 3 HARPERS THE ADLER TRIO THE HOTSHOTS THE MADCAPS
THE MONARCHS THE MULCAYS THE POLIPHONICS THE POLKA DOTS
THE SGRO BROTHERS THE THREE REEDS THOMAS HOLM TOMMY BASKER
TOMMY MORGAN TOMMY REILLY TRIO PALBERT TRIO RAISNER
VINCENT VAN ROOYEN TRIO WAILIN WOOD WALT MILLER WAYNE RANEY |