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L'Armonica

L'armonica:
strumento universale spesso ignorato o relegato ad un ruolo di secondo piano.
Fabrizio Poggi è pronto a guidarvi alla sua riscoperta.

L'ARMONICA A BOCCA:
La storia di uno strumento folk, uno strumento popolare ,
uno strumento della gente

Visita la collezione privata di Fabrizio

di Fabrizio POGGI

 


Fra tutti gli strumenti musicali, solo il primo - la voce dell'uomo - è più universale dell'armonica. Infatti fra tutti gli strumenti è proprio l'organo a bocca (così inizialmente veniva chiamato) quello che più è stato usato per imitare la voce umana. Il suo rapporto, tra l'altro con il suonatore è quasi di simbiosi. Si racconta che nei primi anni del '900 la gente chiedesse agli armonicisti di aprire le mani affinché potesse vedere che cosa il musicista tenesse in bocca per ottenere quel bellissimo suono. C'è sempre stato qualche cosa di misterioso in questo strumento che attrae e spaventa al tempo stesso, forse per il fatto che è uno dei pochi strumenti che non si può guardare mentre lo si suona. Per questo motivo era spesso conosciuto dai musicisti di strada come lo strumento dei ciechi. Le sue piccole dimensioni e la sua versatilità hanno fatto dell'organo a bocca uno strumento che si può suonare dappertutto e in ogni momento.

 
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Duecento anni dopo la sua comparsa, l'armonica è ancora
(specialmente all'estero) il più popolare e diffuso strumento della storia moderna. L'armonica a bocca è stata la compagna ideale degli esploratori ai Poli, in Amazzonia e sulle alte vette dell'Everest; ed è stato il primo strumento ad essere suonato nello spazio.Per fortuna il fascino di questo strumento non è dovuto solo alle sue ridotte dimensioni ma anche al meraviglioso suono che produce, che ha fatto innamorare tantissimi musicisti in ogni parte del mondo.

L'armonica si basa sul principio delle ance libere ma, al contrario dei suoi cugini l'organetto e la concertina, funziona a fiato anziché con l'aria soffiata da un mantice.
Questo dà agli armonicisti straordinari vantaggi che altri suonatori di strumenti ad ancia libera non hanno: una maggiore dinamica di suono, note soffiate ed aspirate (e di conseguenza la possibilità di suonare e respirare contemporaneamente, una vasta scelta di vibrati ed attacchi, nonché la capacità di suonare note non costruite nello strumento. C'è un antico detto che recita: l'armonica è la fisarmonica con l'anima, forse non è vero, però……
A dispetto delle sue dimensioni l'armonica non è, come spesso si pensa, uno strumento più facile da suonare rispetto ad altri. E' vero, è uno strumento che appena portato alla bocca può produrre un suono, e questo, forse, per anni ha fatto si che l'armonica venisse considerata dai baroni della musica nazionale quasi uno strumento di serie B, un giocattolo o poco più, relegandolo a suonare musiche considerate non colte e sicuramente poco nobili.

Angelo Poggi classe 1936 nessuna parentela con Fabrizio
Come strumento musicale l'armonica è una creazione relativamente recente. E' stata inventata (così come la conosciamo oggi) circa 200 anni fa, dai tedeschi i quali, hanno peraltro creato anche il fagotto, il flauto e il clarinetto. Il principio che la anima, quello delle ance libere, è però vecchio di 5000 anni e comune a tantissime culture. Le ance libere sono lamelle di metallo che producono un suono quando l'aria viene soffiata sopra di esse e l'altezza della nota è determinata dallo spessore e dalla lunghezza della lamella stessa. L'ancia libera è una invenzione asiatica, e più precisamente cinese.

Alcuni studiosi del folklore cinese fanno risalire l'invenzione al 4500 A.C., quando l'Imperatore Huang Tri, portò a termine i suoi studi sulle ance libere. Altri storici, invece, sostengono che l'organo a bocca sia stato concepito dall'Imperatrice Nyu-Kwa intorno al 3000 A.C.
Il più vecchio antenato dell'armonica è un organo a bocca ad ance libere chiamato yu che fu riportato alla luce nel 1973 durante gli scavi di una tomba della dinastia Han risalente a duemila anni fa.

I bassorilievi posti sui muri delle tombe di questa dinastia, che viveva nel Nord Est della Cina, raffigurano musicisti nell'atto di suonare, invece, uno strumento chiamato sheng che era il più diffuso strumento ad ancia libera di tutta l'Asia. Questo organo a bocca (il cui nome significa voce sublime) ha avuto un ruolo predominante nella musica di tutta l'Asia per almeno tremila anni.
Lo sheng che a prima vista sembra un incrocio tra il flauto dolce e la cornamusa, fu disegnato pensando alle mitiche forme della leggendaria araba fenice. Tra l'altro, in una cultura, credente nella reincarnazione, questo strumento veniva suonato spessissimo durante i funerali perché, si credeva, avesse il potere di favorire le nuove rinascite.
L'organo a bocca asiatico, era, ed è, uno strumento pieno di espressione musicale e versatilità, il cui suono specialmente nei registri più alti, può ricordare quello di un oboe.
La tecnica usata dai suonatori di sheng, è piuttosto simile a quella con la quale si suona l'armonica a bocca moderna: il sistema di tremolo, vibrato, e l'ottenimento di note non costruite all'interno dello strumento, è lo stesso.
Lo sheng viene tuttora molto usato anche negli spettacolo di burattini cinesi, per le sue capacità di imitare i suoni delle voci umane e degli animali.
Nonostante tutti i racconti popolari incensino l'inventiva dell'Imperatrice cinese Nyu-Kwa, la regione dove sono stati scoperti il maggior numero di strumenti musicali ad ancia libera, è quella che oggi chiamiamo Laos.
Da qui, alcuni studiosi sostengono che lo sheng si sia diffuso a nord verso la Cina, la Corea e il Giappone e poi, più a sud, verso Java, la Malesia ed il Borneo. Dopo la conquista della Cina da parte dei Mongoli, che commerciavano in tutto il Medio Oriente, lo sheng, cominciò il suo lungo viaggio verso l'occidente dove arrivò, dalla Persia, intorno al VI secolo.

Il termine armonica usato per la prima volta in Europa e nelle Americhe alla fine del 1700, fu una specie di etichetta che venne data ad una miriade di strumenti musicali, creando non poca confusione. Beniamino Franklin, per esempio, è spesso citato per avere avuto un grosso peso nello sviluppo dell'armonica a bocca. In realtà, il famoso inventore statunitense, creò l'armonica di vetro, che consisteva in una fila di bicchieri il cui bordo umidificato creava un suono etereo quando veniva sfiorato dalle dita del suonatore. Anche il glockenspiel (che è una specie di xilofono) fu originariamente chiamato l'armonica di metallo, e harmonica de bois (armonica di legno) è, appunto, il nome che i francesi danno alla famiglia degli xilofoni. Anche l'espressione organo a bocca fu largamente impiegata, tanto da essere usata fino al 1800 per indicare qualsiasi strumento che andasse dal flauto di pan allo scacciapensieri. Persino nell'Amleto di Shakespeare c'è un riferimento alla bellissima voce di un piccolo organetto, ma chissà a quale strumento il grande commediografo voleva riferirsi.
A dire il vero nel 1619, l'italiano Michele Pretorio, studioso di strumenti, scrisse qualcosa a proposito di una piccola tromba ad ancia libera; ma fu il francese Marin Mersènne il primo a descrivere dettagliatamente l'organo a bocca asiatico nell'anno domini 1636. In una memoria lasciataci da un membro della corte del Re francese, Luigi XIV , c'è la descrizione di una festa a Versailles, allietata dagli organi a bocca persiani. Molti anni dopo, nel 1776, il missionario gesuita francese in Cina, Père Amiot, grande studioso tra l'altro di strumenti musicali orientali, spedì al ministero delle arti a Parigi parecchi manufatti, fra i quali, moltissimi sheng.
Contemporaneamente una specie di febbre da ancia libera sembrò contagiare tutta l'Europa.

Alla fine del '700 l'irlandese John Wilde comprò uno sheng durante una visita all'allora capitale della Russia, San Pietroburgo e ne fu talmente affascinato da diventarne un ottimo suonatore.


Bob Smith campione inglese di armonic a bocca 1930Bob Smith campione inglese di armonica bocca 1930

Gottlieb Kratzensten, uno psichiatra danese, ascoltando lo stesso Wilde suonare, fu attratto dalla possibilità di usare le ance libere per mimare la voce umana.
Nel 1780, il medico creò una macchina parlante ad ancia libera che, pare, potesse riprodurre cinque vocali e le parole mamma e papà.
Pensando che il sistema ad ancia libera potesse rivoluzionare l'organo a tastiera, lo psichiatra mostrò la propria invenzione al conosciutissimo costruttore di strumenti musicali russo Kirschnik che elaborò un organo ad ance libere. Questa creazione nel 1792 fu la base sulla quale il celebre George Joseph Vogler sviluppò l'organo orchestrion che divenne presto famoso in tutta l'Europa occidentale.
Sebbene l'utilizzo delle ance libere nella costruzione degli organi a canna andò presto in disuso, il principio continuò ad essere impiegato per strumenti a tastiera più piccoli, come il terpodion, inventato nel 1816 dal tedesco Johann Bushmann che, 30 anni più tardi diventerà (sempre ad opera dello stesso artigiano) il portabilissimo harmonium.
Questo strumento verrà adottato, proprio per la sua facilità di trasporto, dai missionari e dai suonatori di strada, e sarà destinato a divenire lo strumento liturgico per eccellenza.
Questi esperimenti portarono ad una applicazione delle ance libere completamente differente da quella usata in Cina per lo sheng, la stessa che ancora oggi viene usata per le armoniche a bocca, gli organetti e le fisarmoniche.

armonica Bravi Alpini con sfondo sorgiva Valle StafforaIl primo organo a bocca, costruito a somiglianza di ciò che noi oggi chiamiamo armonica, fu creato dal figlio di Bushmann: Christian Friedrich a soli 16 anni. L'intera famiglia Bushmann era conosciutissima per avere dato i natali a bravissimi costruttori di strumenti, ottimi riparatori e ad eccellenti accordatori. Intorno al 1820 il giovane Christian, per guadagnare qualche soldo in più, decise di creare un accordatore ad ancia libera, (una specie di fischietto) da rivendere ai costruttori e riparatori di organi, e facendo questo, si accorse di avere creato se non proprio uno strumento musicale almeno qualcosa di affascinante.


Nella Vienna di inizio ottocento, queste armoniche a nota singola venivano persino indossate dalle ricche signore come pendaglio, mentre gli uomini più sofisticati ne facevano l'impugnatura dei loro bastoni. L'anno seguente, il 1821 il giovane Bushmann registrò il primo brevetto europeo per un organo a bocca. Subito dopo, l'intraprendente ragazzo sviluppò l'aura: quindici lamine di metallo sistemate su piccoli canali di legno che si potevano suonare solo soffiando ma non aspirando. Spinti dal buon successo dell'aura, altri inventori si cimentarono nello sviluppo dello strumento come il tedesco Weinrich che creò lo psaccmelodikon nel 1828 o l'inglese Charles Wheatstone (uno dei padri del telefono senza fili) che inventò il symphonium e l'eola, prototipi delle moderne melodiche.
Ma l'uomo che più fu importante per lo sviluppo dell'armonica moderna fu il boemo Herr Richter.
Sebbene alcuni abbiano detto che l'uso della doppia soniera: cioè una placca con montate le ance per le note da soffiare ed una con le ance per le note da aspirare, sia stata copiata dalla fisarmonica diatonica che fu brevettata nel 1829, molti storici concordano sul fatto che l'artigiano cecoslovacco aveva già introdotto questo tipo di lavorazione già nel 1825-1826.
L'armonica del geniale Richter era praticamente uguale agli strumenti che vengono suonati oggigiorno.
Creata per eseguire semplici melodie popolari e tradizionali, le note dell'armonica di Richter erano corrispondenti, in qualche modo, a quelle riprodotte dai tasti bianchi del pianoforte.
Le ance da soffiare riproducevano un accordo maggiore tonico e quelle da aspirare un altro di settima dominante, che sono poi gli accordi più usati nella musica tradizionale occidentale. Inoltre, la sistemazione delle note formava una scala diatonica che difficilmente avrebbe messo in difficoltà tutti coloro che avrebbero voluto suonare un motivo tradizionale con questo nuovo strumento.
In aggiunta al modello base, il signor Richter apportò anche altre variazioni come l'armonica accordata alla viennese che usava un effetto tremolo originariamente ideato per l'armonium.
Richter inventò anche l'armonica da banda che si distingueva per il potente impatto sonoro. Era il 1830 ed era nata, in Germania, e quindi in tutta Europa, la mundharmonica (l'armonica a bocca) altrimenti chiamata eolina a bocca (dal nome del Dio dei venti greco Eolo).
Pur essendo una novità assoluta, l'armonica divenne subito estremamente popolare. La domanda si fece via via più crescente e furono persino stampati i primi metodi per imparare a suonarla. Purtroppo, l'alta società non vedeva di buon occhio questo strumento e la sua diffusione tra la gente del popolo. Furono, addirittura, organizzate squadre di vigilantes che facevano incursioni nei negozi di strumenti musicali, si impossessavano di armoniche e concertine alle quali davano poi fuoco con enormi falò.

Clara Bregoli con armonica a boccaClara Bregoli

Nonostante questo, la produzione di questi strumenti iniziò a prendere piede in Austria, Svizzera e Germania. Nel 1829 il laboratorio del signor They a Vienna iniziò la prima produzione su larga scala di armoniche a bocca. Sempre in quell'anno Friedrich Hotz che viveva a Knittlingen, una piccola città ai bordi della Foresta Nera, famosa soprattutto per i suoi orologiai, costruì la prima vera fabbrica di armoniche. Quest'uomo era soltanto uno dei tanti bravissimi artigiani della Foresta Nera, specializzati nella costruzione di magnifici orologi a cucù, che, agli inizi del 1800, si trovarono, a causa di una terribile recessione economica, senza più lavoro.
Questi bravi artigiani abituati a lavorare su meccanismi minuscoli e precisi, con altrettanto piccoli attrezzi, pensarono che l'armonica a bocca sarebbe stata, forse, la loro salvezza dalla fame e dalla povertà. Nel 1827 un venditore ambulante di Trossingen, un altro piccolo paesino di orologiai della Foresta Nera, di ritorno da un viaggio a Vienna, regalò a sua figlia una aura, seppur in cattivo stato, costruita dal giovane Bushmann. Questa abbandonò il suo organetto a bocca, a casa del fidanzato quando i due si lasciarono. Il ragazzo che si chiamava Christian Messner, non solo riparò lo strumento, ma, essendo orologiaio e soffrendo quindi di mancanza di lavoro, insieme al cugino Christian Weiss, cominciò a costruire vere e proprie armoniche in stile artigianale modellando il legno a mano e costruendo come un vero fabbro le ance, lavorando con la mazza il piombo, l'ottone e il metallo delle campane. I due soci diventarono ben presto i migliori costruttori di armonica a bocca che si fossero mai visti: i loro strumenti andavano a ruba, facendo fare ai due artigiani ottimi affari. Naturalmente buona parte dei loro metodi di lavorazione erano custoditi nel massimo segreto. Fu quindi, anche per questo che Messner cacciò dal proprio laboratorio un altro giovane orologiaio di Trossingen che andava spesso a trovarlo e che faceva troppe domande indiscrete.
Quest'uomo si chiamava Matthias Hohner, e presto il suo nome si sarebbe legato indissolubilmente con la storia dell'armonica. Per un po' di tempo l'artigiano si divise tra la costruzione di orologi e quella delle armoniche (segno anche che, probabilmente aveva comunque fatto le domande giuste) ma nel 1857 decise di diventare costruttore di questi strumenti a tempo pieno, facendo uscire dal proprio laboratorio 650 organetti a bocca all'anno con il solo aiuto della sua famiglia e di un operaio dipendente.

orchester armonicaRispetto agli altri due costruttori, suoi compaesani, Hohner si dimostrò subito un capace uomo d'affari. Iniziò una specie di produzione industriale di massa, facendosi costruire le parti degli strumenti da altri artigiani locali, che comunque non avrebbero potuto competere con la sua maestria, e riuscì intelligentemente, a comprare gli stabilimenti di quasi tutti i suoi concorrenti. La sua grande lungimiranza, gli fece capire che oltre a suonare bene, le armoniche dovevano essere anche belle da vedere. Per questo cominciò ad ornare artisticamente i coperchi che chiudevano le ance, cominciando anche ad imprimere il proprio nome sugli strumenti da lui prodotti creando un vero e proprio marchio, che divenne, in breve tempo sinonimo dell'armonica stessa.

 

Harmonette Hohner chromonica honer


L'accordatura, la qualità del suono e la particolare cura nella costruzione delle armoniche Hohner, era a quei tempi, assolutamente insuperabile.
Nel 1862, Hohner decise di esportare i propri strumenti negli Stati Uniti dove ebbe subito un successo strepitoso, tanto che per dieci anni la ditta esportò armoniche solo ed esclusivamente in quel paese. I guadagni vennero reinvestiti per costruire una nuova fabbrica, assumere centinaia di operai, e soprattutto per guadagnarsi una specie di virtuale monopolio internazionale. Nel 1867 la Hohner fabbricava 22.000 armoniche all'anno, dieci anni dopo, arrivò a produrre qualcosa come 1.000.000 di strumenti.

Quando la recessione economica americana del 1893 bloccò le esportazioni della Hohner negli Stati Uniti, la compagnia reagì imponendosi in nuovi mercati. La Hohner iniziò a diffondere le proprie armoniche dappertutto, costruendo strumenti che si adattassero ai suoni e alle culture tradizionali di ogni paese. Ed ecco allora l'invenzione dell'armonica per druidi (i maghi dei Celti), da destinare al mercato inglese, la Black pool , la Tally-ho!, la Alliance, e la King George per tutto il Regno Unito, Giappone (allora alleato), compreso.
Per gli scozzesi la Hohner creò la Robbie Burns, la Rob Roy, e la Wee Macgregor, mentre per gli irlandesi fece uscire dalla sua fabbrica una bellissima armonica della terra di smeraldo.

Armonica Bravi Alpini 1930 caPer gli italiani la Hohner si inventò la Bravi Alpini che dedicò a quelli che sembravano i più naturali destinatari di questo strumento: soldati lontani da casa che si facevano passare la nostalgia suonando melodie popolari con questo strumento malinconico ma, comodissimo da trasportare su e giù per i sentieri di montagna.
Il museo dell'armonica di Trossingen in Germania, ha in mostra parecchie armoniche di soldati, (molti dei quali italiani) con una pallottola conficcata nello strumento che, portato spesso nel taschino della giacca, aveva in qualche modo salvato la vita a quei poveri ragazzi.
Per la Francia, invece, la Hohner aveva approntato l'Épatant e la Marseillaise, mentre per gli svedesi fece uscire una armonica dedicata alla loro Regina.
Il mercato messicano fu letteralmente invaso dai modelli Linda mexicanas e El centenario. La Hohner riuscì a vendere armoniche persino alle più sperdute popolazioni africane che portavano lo strumento appeso al collo con una catenina. Armoniche con speciali accordature, furono create per il mercato asiatico e sudamericano. Naturalmente le bellissime scatole di cartone (oggi oggetto di collezionismo forse ancora di più degli strumenti stessi) recavano scritte nella lingua locale (inglese, francese, italiano, spagnolo, greco, indiano e così via) e, questo, apportava ancora più fascino allo strumento e al suo suono. Impossibile elencarle tutte ma ogni nazione aveva la propria armonica.

Nel 1901, dopo aver fatto dell'armonica a bocca un'autentica cittadina del mondo, Matthias Hohner si ritirò dagli affari lasciando la ditta nelle mani dei suoi cinque figli. Hohner non imparò mai veramente a suonare l'armonica, l'unico scopo che ebbe fu quello di creare uno strumento economico e di qualità al tempo stesso, una qualità che gli faceva dire di se stesso di essere lo Stradivari dell'armonica a bocca. Durissimo con i propri concorrenti e, spietato con chiunque tentasse in qualche modo di rubare i suoi preziosi brevetti, Matthias Hohner, che tra l'altro fu sindaco del suo paese Trossingen e anche senatore, fu un padre padrone per i suoi operai con i quali, si dice, fosse molto severo. Nonostante questa sua reputazione Hohner fu però uno dei primi imprenditori europei a concedere ai propri operai assicurazione medica gratuita e un alloggio a prezzi ragionevoli. Il padre dell'armonica a bocca morì l'11 dicembre 1902 un giorno prima del suo sessantanovesimo compleanno. Cinque anni più tardi, la compagnia da lui creata festeggiava il suo cinquantesimo anniversario in un immenso stabilimento che ogni anno produceva 7 milioni di armoniche.
L'azienda condotta dai figli continuava con successo ad esportare strumenti in tutto il mondo e neanche la prima guerra mondiale rallentò la marcia di quello che diventerà lo strumento musicale più diffuso al mondo. Tra il 1914 e il 1918 l'associazione musicisti britannici, raccolse fondi da destinare all'acquisto di armoniche a bocca che sarebbero state poi fornite a ciascun militare. Anche la Germania (per la quale la Hohner aveva creato uno speciale modello dedicato al Kaiser) fece lo stesso. Il primo Natale di guerra, ad ogni soldato tedesco fu donata una armonica. Ora l'organetto a bocca era diventato davvero uno degli strumenti più popolari in assoluto e , a supporto di questo, la Hohner volle creare una armonica ancora più versatile, in grado di suonare generi musicali che gli erano stati, fino ad allora, proibiti, come la musica classica o il jazz. Per questo negli anni dal 1924 al 1935 la compagnia sviluppò e costruì l'armonica cromatica. Nel 1928 la Hohner riuscì anche ad assorbire i suoi antichi rivali (in qualche modo però anche insegnanti) Messner e Weiss.
La cosa coincise con un fortissimo boom nella produzione degli strumenti che nel 1930 arrivò a 25 milioni di pezzi. Intanto negli Stati Uniti, anche per merito degli spettacoli viaggianti e soprattutto dei musicisti afroamericani (ai quali va tutto il merito di avere sviluppato l'armonica nella musica moderna con il suo impiego nel blues e nel jazz) lo strumento stava vivendo un periodo davvero aureo. Tantissime le bande anche scolastiche di sole armoniche che utilizzavano tutte le nuovissime invenzioni della Hohner cioè l'armonica cromatica, quella basso, e quella ad accordi. Sempre all'inizio degli anni '30 la Hohner decise anche di iniziare la costruzione di modelli dedicati ad un particolare avvenimento o personalità di quegli anni. Sempre in quel periodo la compagnia annunciò di avere assemblato la più costosa armonica che avessero mai prodotto.
Si trattava di uno strumento di oro zecchino decorato con avorio e gemme preziose che la Hohner donò a Papa Pio IX.


harmonetta tango fidelio

joddemarine band echoorganola

sydpolenrheingold

suomi harpsvioletta armonica

Gli affari subirono un forte colpo con l'avvento al potere del nazismo, al quale la compagnia tedesca, tra l'altro, dedicò un particolare modello: il famigerato SA Marches che fu dedicato alle camice nere di Hitler. Per tutta risposta e, ironia della sorte, il regime nazifascista, nominò ufficialmente strumento del popolo per eccellenza la fisarmonica.
Naturalmente la seconda guerra mondiale bloccò l'esportazione di armoniche a bocca all'estero, specialmente nei paesi nemici della Germania. L'emergenza legata alla guerra ridusse tra l'altro, di molte unità, il personale specializzato che lavorava da anni presso la compagnia e anche l'approvvigionamento dei metalli usati per la costruzione degli strumenti, cominciava a diventare difficile.
La Hohner come molte altre aziende tedesche, fu parzialmente riconvertita a fabbrica di munizioni, nella quale venivano spesso impiegati prigionieri di guerra provenienti in prevalenza dalla Russia e da altri paesi dell'Europa dell'Est.
Alle truppe tedesche, impegnate nell'invasione europea, fu inviata in regalo una armonica sulla quale era tragicamente scritto "Saluti da casa".
Per la Hohner, comunque, la seconda guerra mondiale, finì nell'aprile del 1945, quando le truppe francesi entrarono a Trossingen. La ditta recuperò presto il ruolo di primo piano che aveva nella produzione delle armoniche a bocca. I loro insuperabili artigiani erano davvero un punto di forza imbattibile. Pensate che alla fine degli anni '40 occorrevano circa cinquanta operazioni manuali per assemblare ed accordare una armonica Hohner. "Nessuna macchina è in grado di mettere l'anima dentro questo strumento, solo l'orecchio dell'uomo".
Questo era quello che diceva un vecchio artigiano della Hohner che aveva passato più di cinquant'anni ad accordare armoniche a bocca.
Gli anni '50 passarono relativamente tranquilli per il mercato della Hohner, però durante gli anni '60 con il fenomeno del blues revival, i giovani artisti di folk progressivo e l'avvento dei nuovi cantautori, l'armonica a bocca conobbe di nuovo una grande popolarità.
Dalla sua fondazione la ditta tedesca, ha offerto agli armonicisti di tutto il mondo, più di 1500 modelli di armonica diversi, dalla più piccola la little lady, alla gigantesca armonica ad accordi.
Nel 1986 la Hohner ha aperto a Trossingen il museo dell'armonica dove sono in mostra più di 25.000 pezzi. Oggigiorno la Hohner vende due milioni di armoniche all'anno, rimanendo la compagnia leader del mercato, anche se il processo di costruzione degli strumenti, è stato in gran parte spostato nei paesi asiatici, dove, purtroppo, le lavorazioni sono quasi esclusivamente meccanizzate. La lunga ed interessante storia di questo incredibile e magico strumento doveva, comunque, finire con l'armonica che ritorna a casa, nei luoghi da cui era partita 5000 anni fa…


L'ARMONICA NELLA MUSICA FOLK/TRADIZIONALE EUROPEA
- L'armonica in Italia -


L'armonica a bocca è stata per molti anni lo strumento preferito dal popolo per suonare la propria musica. Il fatto che costasse relativamente poco e che fosse comodissima da portare con sè, ha fatto dell'armonica lo strumento ideale degli emigranti, dei pastori, dei contadini, dei minatori, insomma, della povera gente. Nel nostro paese e non solo, è sempre stato uno strumento fortemente legato ai ceti più bassi della popolazione, che non poteva di certo permettersi un violino o un pianoforte. L'essere considerata in qualche modo uno strumento che ricordava spesso alle persone situazioni di povertà e di miseria, ha fatto in modo che la gente, negli ultimi decenni, con il consistente miglioramento delle proprie condizioni economiche, si allontanasse sempre più dall'armonica a bocca. Il boom della sorella fisarmonica più versatile e dal suono più potente, nonché meno impegnativa da suonare nella musica da ballo, ha fatto si che l'armonica, specialmente nel nostro paese, diventasse sempre meno uno strumento musicale e sempre di più uno scacciapensieri o addirittura un giocattolo. Diversa invece la situazione negli altri paesi Europei e in special modo nel Regno Unito, dove l'armonica a bocca è rimasto uno degli strumenti preferiti per suonare musica popolare. L'autore di questo scritto sta comunque ampliando le proprie ricerche per quanto riguarda la raccolta di materiale sia scritto che fonografico e si augura che presto ci possa essere almeno in rete un luogo da cui attingere notizie sul ruolo dell'armonica a bocca nel mondo della musica tradizional-popolare. Sebbene le registrazioni dedicate esclusivamente all'armonica folk siano estremamente rare ecco, comunque, una piccola discografia che spero possa essere utile per tracciare una prima mappa di ciò che è stata ed è la bellissima musica di questo strumento in Europa. Purtroppo da questa piccola lista manca anche l'Italia ma mi auguro che presto possa aggiornare il mio elenco con interessanti novità. Molti di questi dischi (alcuni addirittura usciti solo in vinile) sono disperatamente esauriti, ma sono sicuro che se vi appassionerete alla ricerca tramite Internet potrete sicuramente trovare gemme musicali riguardanti questo meraviglioso strumento.

 

DISCOGRAFIA CONSIGLIATA:


IRLANDA , SCOZIA, INGHILTERRA

TOMMY REILLY AND SKAILA KANGA "Play british folk -songs"
(CHANDOS 8559 - 1987)
BRENDAN POWER "New Irish Harmonica"
(PUNCH MUSIC PMCD 002 - 1994)
OPEN HOUSE (ARMONICISTA MARK GRAHAM) "Hoof and mouth"
(GREEN LINNET 1169 - 1997)
JOE RYAN & EDDY CLARK "Crossroads"
(GREEN LINNET CASSETTE - 1981)
PIP, JOHN & PHIL MURPHY "The trip to Cullenstown"
(CC 55 CD - 1991)
DONALD BLACK "West winds"
(GREEN TRAX RECORDINGS - 1995)

FRANCIA, QUEBEC, CAPE BRETON

ALAN CHATRY "Entre France and Quebec"
(AUTOPRODUZIONE DISTR. L'AUTRE DISTRIBUTION - 1997)
TOMMY BASKER " The tin sandwich "
(SILVER APPLE MUSIC - 1994)
BRUNO KOWALCZYK "Ça pas d'allure"
(AUTOPRODUZIONE - 1999)
GABRIEL LABBE' " Harmonica diatonique "
(CASSETTA AUTOPRODUZIONE - 1991)
GABRIEL LABBE' "Hommage a Alfred Montmarquette"
(TRCD - 9501 - 1995)

SVEZIA E PAESI NORDICI

AAVV MUNSPEL & HANDKLAVER
(CAPRICE RECORDS 21482)
ELIAS JONSSON e PELLE HAMMARBERG
(SONET GRAMMOFON - 1980)
FILARFOLKET "Live" (armonicista : ALE MÖLLER)
(AM 49 - 1985)
PELLE LINDSTRÖM "Munspelman"
(GIGA - 1983)

L’ARMONICA A BOCCA TRA ASIA, EUROPA e AMERICA

La storia dell’armonica a bocca dagli inizi ai giorni nostri, in tutti i generi musicali, in 35 importantissime date e in 15 CD…

di Fabrizio Poggi


3000 A.C.ca
Il primo strumento ad ancia viene sviluppato in Cina da dove parte la sua diffusione per tutto il Sudovest Asiatico

1636
Martin Mersanne descrive in una sua lettera lo Sheng uno strumento ad ancia libera asiatico e introduce il principio delle ance libere in Europa


1776
Il missionario Gesuita francese Padre Amiot spedisce molti esemplari di Sheng dalla Cina a Parigi


1780 circa
I costruttori di strumenti europei cominciano a sperimentare le ance libere


1816
Johann Buschmann, un costruttore di organi tedesco, inventa il Terpodion, una tastiera ad ance libere predecessore dell’armonica e dell’armonium


1821
Christian Friedrich Buschmann, figlio del costruttore di organi Johann Buschmann, registra il primo brevetto europeo per un organo a bocca ad ance libere. Chiama la sua invenzione aura


1825
Il boemo Richter sviluppa la configurazione musicale dell’armonica a bocca. L’accordatura da lui inventata è rimasta la stessa fino ai giorni nostri


1827
Christian Messner un orologiaio di Trossingen, Germania, comincia con il cugino Weiss a costruire armoniche


1829
A Vienna, Austria, comincia la produzione di massa delle armoniche


1857
Dopo ripetute visite alla fabbrica di armoniche di Messner e Weiss, Matthias Hohner, un altro orologiaio di Trossingen, Germania, comincia la manifattura di armoniche a bocca nella sua cucina con l’aiuto della sua famiglia e di due operai. Durante il primo anno costruirà 700 armoniche


1862
Matthias Hohenr comincia ad esportare armoniche, con grande successo, negli Stati Uniti che diventerà presto la nuova patria dell’armonica a bocca


1867
La Hohner produce 22.000 armoniche


1878
I macchinari sviluppati da Julius Berthold permettono di produrre ance anche di metallo con l’ausilio delle macchine e non più a mano. La Hohner comunque continua ad accordare le proprie armoniche a mano


1879
La configurazione musicale inventata dal cecoslovacco Richter viene applicata all’armonica a dieci fori e diventerà poi l’accordatura standard per tutte le armoniche diatoniche


1887
La Hohner produce 1.000.000 di armoniche


1893
Una depressione economica americana costringe Hohner a cessare le esportazioni negli Stati Uniti e a cominciare ad espandersi verso altri mercati. L’anno seguente il 1894, l’armonica appare per la prima volta in un film. La pellicola è muta e sulla scena si muovono dei ballerini uno dei quali suona un’armonica a bocca


1896
M. Hohner brevetta il modello Marine Band. La sua forma, le bellissime incisioni sulle placche copri ance e l’eccellente sonorità faranno di questo strumento il più venduto nel mondo. Il nome viene dalla famosissima orchestra della marina militare americana diretta da John Philip Souza


1897

La Hohner produce 3.000.000 di armoniche a bocca


1900
M. Hohner lascia il controllo dell’azienda nelle mani dei figli

1902
L’11 dicembre muore Matthias Hohner


1911

La Hohner produce 8.000.000 di armoniche

1920 circa
Negli Stati Uniti inizia l’età d’oro dell’armonica a bocca. Incisioni contenenti brani di blues, country e jazz, suonati con l’armonica arrivano, anche, al grande pubblico. Il brano Wreck of the old 97 suonato da Vernon Dalhart all’armonica diventa il primo disco a vendere un milione di copie nella storia della musica country. L’armonicista afro americano Deford Baley star del famoso spettacolo radiofonico Grand Old Opry è il primo artista country ad incidere a Nashville. Gli artisti che suonano il blues iniziano ad essere registrati, dapprima a New York e poi in tutto il paese. Verso la fine degli anni ’20 numerosissimi sono i suonatori di musica blues ad avere all’attivo almeno una incisione. Complessi musicali formati da sole armoniche a bocca cominciano a formarsi ed esibirsi con successo soprattutto negli spettacoli viaggianti


1923
Albert Hoxie, un ricco benefattore di Filadelfia, negli Stati Uniti, inizia ad organizzare concorsi per armonica a bocca. Hoxie incoraggia anche la formazione di bande con uniformi militari di sole armoniche. Il successo di queste bande che marciando e suonando girano tutta l’America, scatena un autentico entusiasmo intorno all’armonica e a queste formazioni.

1924
La Hohner inizia la produzione delle armoniche cromatiche. Sempre negli anni ’20 la Hohner inventa l’armonica basso, quella ad accordi e la Polyphonia, per soddisfare le esigenze dei complessi musicali formati da sole armoniche a bocca

1927
L’armonicista e uomo di spettacolo statunitense Borrah Minevitch incontra il collega Johnny Puleo e con lui decide di fondare (insieme ad altri armonicisti) gli Harmonica Rascals (I monelli dell’armonica).
Con una fortunata miscela di cabaret e musica per armonica al limite del virtuosismo il gruppo diventa famosissimo in tutto il mondo. Il loro spettacolo convince tantissime persone ad acquistare e quindi ad imparare l’armonica a bocca. Nel 1929, sempre negli Stati Uniti, viene fondata L’associazione dei complessi musicali di armoniche che ha come motto: “teniamo i ragazzi lontano dalle strade” e conta qualcosa come 45.000 musicisti iscritti


1930 circa
I complessi formati da sole armoniche a bocca sono i più famosi negli Stati Uniti. L’armonica a bocca diventa regolare materia di studio nella maggior parte delle scuole pubbliche. I gruppi di armonica, cominciano anche ad apparire frequentemente nei film dell’epoca. Il giovane Larry Adler diventa il più famoso solista di armonica a bocca suonando brani di jazz e musica classica (per lui più tardi si comporranno addirittura concerti di musica classica per armonica solista e orchestra. Qualche anno dopo Larry Adler suonerà in Europa per le truppe alleate di stanza a Norimberga, in Germania. Si racconta che volendo localizzare dove fosse la fabbrica della Hohner che voleva visitare, Larry Adler, che volava su di un piccolo aeroplano, dava indicazioni al pilota servendosi di un disegno stampato sulla scatola di una armonica che lui stava usando come mappa per orientarsi.
Negli anni ’30 la Hohner arriva a vendere in tutto il mondo 25.000.000 di armoniche a bocca


1940 circa
La 2° Guerra Mondiale ferma temporaneamente le esportazioni della Hohner verso gli Stati Uniti. Contemporaneamente molti complessi di sole armoniche si sciolgono e parecchi musicisti vengono arruolati. La depressione economica degli stati del sud, specialmente quello del Mississippi, costringe molti afro americani ad emigrare verso il nord dove vi sono le grandi industrie che cercano manodopera. Molti di loro si fermano a Chicago e formano una grande comunità. La popolazione afro americana, che tanto ha fatto per lo sviluppo dell’armonica a bocca, comincia a contaminare la musica blues campagnola con strumenti come la batteria e la chitarra elettrica, anche per riuscire a farsi ascoltare in sale da ballo spesso affollatissime e molto rumorose. Anche l’armonica viene spesso suonata con un microfono inserito in un amplificatore per chitarra. Questo permette ai musicisti di avere un suono più potente e di poter competere con il volume degli altri strumenti. Uno dei primi ad elettrificare la propria armonica è stato l’armonicista Snooky Pryor.

1947
Il disco del trio di sole armoniche chiamata Harmonicats diventa negli Stati Uniti il disco più venduto. Sarà anche destinato a diventare uno dei dischi più venduti nella storia con più di 20 milioni di copie esaurite nel giro di poche settimane. Questo grande successo permetterà all’armonica a bocca di diventare uno strumento come tutti gli altri, agli occhi o meglio alle orecchie di chi lo considera poco più di un giocattolo. Finalmente gli armonicisti sono considerati musicisti a tutti gli effetti


1950 circa
Mentre le grandi formazioni di sole armoniche vanno scomparendo, negli Stati Uniti, in seguito al grande successo degli Harmonicats, si formano diversi complessi a trio. I suonatori di armonica a bocca amplificata guidati da Little Walter, dominano la scena blues di Chicago. Il Rock’n’roll è in ascesa nei gusti musicali dei giovani e l’armonica, soppiantata dalla chitarra elettrica scompare dalle registrazioni discografiche fino al seguente decennio. In Inghilterra i musicisti blues John Mayall e Cyril Davies pongono le basi per quello che sarà il blues revival inglese degli anni ’60. Il belga Jean Toots Thielemans diventa uno dei più famosi armonicisti nell’ambito della musica jazz. L’anno seguente il 1951, durante una registrazione con il grande cantante e chitarrista blues Muddy Waters, l’armonicista di Chicago Little Walter, un autentico maestro nel suo stile musicale, incide il primo disco in cui è possibile ascoltare una armonica a bocca elettrificata: era nato il sassofono del Mississippi


1960 circa
Negli Stati Uniti la nuova scena dei cantanti folk guidata da Bob Dylan riporta in auge l’armonica che ritorna ad essere popolarissima. I Beatles sono alla testa della famosa invasione (musicale) inglese dell’America. John Lennon suona spesso l’armonica a bocca nei dischi e durante le esibizioni live del celebre quartetto. Molti gruppi inglesi come i Rolling Stones o gli Yardbirds hanno un cantante che suona anche l’armonica. Verso la fine del decennio c’è un nuovo revival della musica blues ad opera degli armonicisti bianchi di Chicago: Paul Butterfield, Charlie Musselwhite e Corky Siegel


1962
Nel 1962 negli USA viene fondata la Società per la conservazione e l’avanzamento dell’armonica a bocca i cui entusiasti soci armonicisti si occupano di diffondere in tutta l’America l’interesse verso questo strumento

1965

Il 16 dicembre l’astronauta Wally Schirra suona Jingle Bells con una Hohner modello Little Lady a 4 fori che si è portato con se nella navicella spaziale Gemini 4. E’ il primo strumento musicale suonato nello spazio


1970 circa
La popolarità dell’armonica viene di nuovo oscurata dalla chitarra elettrica che domina la scena della musica rock e blues. Anche la musica country di Nashville si orienta verso arrangiamenti moderni e sofisticati che non lasciano spazio all’armonica a bocca. Magic Dick del gruppo J. Geils Band è l’unico armonicista a godere di una certa popolarità nel mondo della musica rock. Anche il blues soffre di uno dei suoi periodici cali di popolarità


1980 circa
Il successo del film I Blues Brothers contribuisce a rinnovare in tutto il mondo l’interesse verso la musica blues e verso l’armonica a bocca. Nuove compagnie produttrici di armoniche a bocca si affacciano sul mercato: le giapponesi HUANG, YAMAHA e SUZUKY, la brasiliana HERING e la nippo/americana LEE OSKAR.
Quest’ultima in special modo sperimenta nuove tecniche di costruzione e nuovi ed interessanti tipi di accordatura.
La Hohner arriva al suo primo MILIARDO di armoniche prodotte


1990 circa
Nuovi armonicisti statunitensi come Howard Levy, Sugar Blue e John Popper (del gruppo Blues Traveller) aprono nuovi orizzonti musicali all’interno della musica jazz, blues e rock. Il ritorno della musica tradizionale acustica ed etnica negli Stati Uniti, in Canada, nelle Isole Britanniche e nel Nord Europa, favorisce un rinnovato interesse anche intorno all’uso dell’armonica a bocca in ambito folk


15 ARTISTI INDISPENSABILI PER CONOSCERE L’ARMONICA A BOCCA

(non segnalo nessun titolo in particolare perché qualsiasi raccolta o greatest hits riusciate a trovare potrà darvi un’idea dello stile e della musica suonata da ciascuno di questi maestri dell’armonica a bocca)

• TOMMY REILLY
• LARRY ADLER
• CHAM-BER HUANG
• ROBERT BONFIGLIO
• TOOTS THIELEMANS
• STEVIE WONDER
• HOWARD LEVY
• MIKE STEVENS
• BRENDAN POWER
• CHARLIE McCOY
• SONNY BOY WILLIAMSON I
• SONNY BOY WILLIAMSON II (RICE MILLER)
• LITTLE WALTER
• SONNY TERRY
• LEE OSKAR


- GLI STRUMENTI –


Ci sono tantissimi modi di suonare l’armonica folk e ci sono, quindi, diversi strumenti con i quali il musicista può esprimersi. Le armoniche cromatiche, ad ottave, tremolo e diatoniche ad ancia singola, accordate in varie tonalità, hanno ciascuna il proprio carattere musicale nonché pregi e limitazioni.

ARMONICHE DIATONICHE AD ANCIA SINGOLA (10 fori)
- Accordatura Richter


Le ance dell’armonica a bocca diatonica sono accordate in modo da produrre solo note della scala diatonica nella quale sono accordate, cioè, non sono in grado di suonare note appartenenti ad altre scale musicali, cosa che può invece fare l’armonica cromatica. In ogni foro vi è un’ ancia da soffiare e una da aspirare. La maggior parte di queste armoniche hanno dieci fori dei quali i centrali formano una ottava completa.
Sebbene questi modelli di armonica (Piccolo, Marine Band, Special 20, Golden Melody, Proharp) non siano mai stati molto usati nella musica folk, gli armonicisti contemporanei sono concordi nell’affermare che questo tipo di strumento sembra creato apposta per suonare melodie tradizionali. Questa armonica ad ancia singola permette al musicista di suonare una melodia, di eseguire accordi di accompagnamento e di produrre note con il sistema bending. Questo sistema che in Italia viene comunemente chiamato piegare le note, permette al musicista di suonare anche note musicali non costruite nello strumento ma ottenute dall’esecutore, con una particolare tecnica che impegna respiro, zona palatale e lingua. Questo sistema inventato nella prima metà del ‘900 dagli afro americani è simile a quello usato dai chitarristi quando alzano una corda (solitamente verso l’alto) per dare una maggiore espressività alla melodia suonata. Questa tecnica è molto usata nella musica folk per ottenere note mancanti, negli attacchi e nelle note lunghe quando l’armonica ha come strumenti di riferimento il violino e la cornamusa e i loro suoni così carichi di grande tensione emotiva. L’armonica diatonica a 10 fori è anche utilizzata per l’accompagnamento di altri strumenti specialmente se suonata nella parte bassa. In Italia ci sono alcuni suonatori di questo tipo di armonica che con una tecnica particolare riescono con questi piccoli strumenti a suonare sia la melodia che l’accompagnamento ritmico con un’espressività musicale davvero notevole. Questo sistema di esecuzione è spiegato più dettagliatamente nella parte dedicata alla armonica tremolo. Non va dimenticato inoltre che il costo non eccessivo di questo modello fa si che l’armonica diatonica a dieci buchi sia l’ideale per il primo approccio verso la musica tradizionale.

• LE ARMONICHE TREMOLO


Le armoniche tremolo sono le più diffuse nella musica popolare. I modelli della Hohner: Echo, Golden Melody, Tremolo Armonica e la celeberrima Bravi Alpini (che la ditta tedesca aveva dedicato ai nostri soldati) sono tutt’oggi le più suonate dagli armonicisti che eseguono musica tradizionale. Le armoniche tremolo si dividono in strumenti dall’effetto tremolo cosiddetto normale e in strumenti dall’effetto tremolo cosiddetto viennese, quest’ultimo contraddistinto da un vibrato più naturale e quindi più dolce all’ascolto. Questo tipo di strumento ha dei doppi fori che contengono ciascuno due ance accordate in maniera leggermente diversa (una un pochino più acuta e una un pochino più bassa).
Quando le ance suonano insieme questa dissonanza crea un bellissimo effetto tremolo (sia soffiando che aspirando).
Il principio è lo stesso che dà quel caratteristico suono alla fisarmonica. Naturalmente più l’effetto tremolo è accentuato più potente sarà il suono dello strumento.
Un modello molto usato nella musica celtica è l’Hohner Weekender, oppure (di recente importazione nel nostro paese) le cromatiche tremolo della giapponese TOMBO. Di ottima qualità, i modelli più usati sono la Band de Luxe, la Band 21 (anche prodotta in Do minore!) e la Band 24 . Questi modelli (come le armoniche tremolo usate nella musica orientale) non sono accordato con il sistema Richter ma usano una sequenza di note simile all’organetto diatonico o all’armonica cromatica. Questo permette agli strumentisti di avere più note a disposizione per suonare brani tradizionali più complicati. Tornando alle armoniche accordate con il sistema tradizionale Richter va evidenziato anche il fatto che le armoniche costruite per il mercato anglosassone, tedesco, austriaco, comunque nordeuropeo hanno una velocità di vibrato molto meno accentuata della nostrana Bravi Alpini. Infatti, le tremolo estere di solito vengono usate esclusivamente per suonare melodie mentre quelle italiane che hanno un vibrato più sostenuto si prestano maggiormente ad essere suonate ad accordi. In effetti nella musica celtica nordeuropea viene privilegiato l’aspetto melodico a dispetto di quello armonico, e l’espressività è creata quindi, non tanto dagli accordi o dalla armonia in genere, ma piuttosto dalla qualità del suono e dagli abbellimenti artistici creati di volta in volta dal musicista stesso. Nel nostro paese l’armonica tremolo o Bravi Alpini viene suonata prevalentemente con il sistema della lingua che copre i buchi che non devono suonare. Questa tecnica che permette agli armonicisti di suonare contemporaneamente sia l’accompagnamento ad accordi sui bassi, che la melodia, pur essendo encomiabilmente complicata e richiedendo quindi una certa maestria nel metterla in pratica ha, però, lo svantaggio di spersonalizzare il suono dell’armonica a bocca che in questo caso ricorda tantissimo la cugina fisarmonica. In altre aree europee, in special modo nelle aree cosiddette celtiche l’armonica tremolo, suona quasi esclusivamente la melodia lasciando l’accompagnamento ad altri tipi di armonica (come la Hohner Vineta, la Basso, e l’armonica ad accordi) creandosi così un proprio ed esclusivo sound.

LE ARMONICHE AD OTTAVA


Le armoniche ad ottava sono state per anni tra le favorite per suonare musica di ispirazione celtica. Le Hohner modello Comet, Autovalve, Harp Orchester, Unsere Lieblinge e Contessa sono molto usate dagli armonicisti folk. L’accordatura di questi strumenti è la stessa dei modelli tremolo, cioè la sistemazione delle ance è la stessa. La differenza con i modelli tremolo risiede nel fatto che i modelli tremolo hanno le ance accordate in maniera uguale sia nei fori superiori che in quelli inferiori, mentre le armoniche ad ottava sono appunto accordate con una nota più grave e una più acuta. La sonorità a questo punto diventa molto brillante e può ricordare molto da vicino un organetto diatonico a 2 voci. Questo succede perché le armoniche accordate ad ottava hanno 4 ance ogni doppio foro. Un paio aspirate e un paio soffiate.
Anche con le armoniche ad ottava si possono suonare (come con le tremolo) sia melodie che accordi. Naturalmente, ci sono note che mancano nella parte bassa dello strumento, ma i vecchi armonicisti (e anche i vecchi suonatori di fisarmonica diatonica – l’organetto- ) riuscivano sempre in un modo o nell’altro a superare questi ostacoli tecnici suonando con i loro strumenti bellissime canzoni.


LE ARMONICHE CROMATICHE


Questi strumenti possono, con l’ausilio di un pulsante, suonare qualsiasi brano in qualsiasi tonalità, avendo tutte le note costruite nello strumento. Le cromatiche sono indicatissime per i brani di influenza celtica per la frequenza di passaggi cromatici e note ornamentali che contraddistinguono questo tipo di musica. L’armonica cromatica (solitamente) è suonata a note singole e difficilmente esegue ottave o accordi.
Le armoniche cromatiche più diffuse tra i suonatori di musica tradizionale sono: la Hohner 255-Crometta, la 260-Chromonica, la 270-Super Chromonica , la CX 12 e la Super 64 Chromonica.

LA STORIA DELLA HOHNER

dal sito internet http://www.hohner.de/ e per gentile concessione
della “MATTH HOHNER AG” – Germania
traduzione e adattamento: Fabrizio Poggi


• 1833 Nasce a Trossingen, Germania, Matthias Hohner
• 1857 Dopo un anno pieno di esperimenti, Matthias Hohner, già orologiaio,
comincia la produzione e la vendita di armoniche a bocca
• 1866 circa Le prime armoniche a bocca Hohner vengono vendute negli Stati Uniti
Le esportazioni oltreoceano sono state determinanti per l’azienda che comincia a crescere
• 1873 All’esposizione universale di Vienna la Hohner viene premiata. Con
questa onorificenza e con altre che si aggiungeranno la Hohner migliorerà la propria immagine di produttore di massima qualità
• 1877 86 operai producono 85.680 strumenti
• 1880 La produzione artigianale viene sostituita da quella industriale. Speciali
macchinari, rendono la produzione di massa, possibile
• 1887 Vengono ampliati gli stabilimenti
• 1889 L’Azienda istituisce una specie di mutua a tutela dei propri dipendenti
(cosa piuttosto inusuale per l’epoca – n.d.r. -)
• 1900 Matthias Hohner lascia l’Azienda ai suoi cinque figli. Morirà nel 1902.
• 1906 Viene acquistata la ditta Hotz di Knittlingen (Germania)
(- prestigiosa azienda produttrice di armoniche a bocca – n.d.r. - )
• 1909 Fondazione della Matthias Hohner S.p.a.
• 1920 Il decennio d’oro dell’armonica a bocca 4000 operai producono
all’anno 20 milioni di strumenti
• 1927 Fondazione dell’orchestra di armoniche a bocca Hohner
• 1928/1929 Acquisto della Compagnia Christian Weiss (altra prestigiosa azienda
produttrice di armoniche a bocca – n.d.r. - )
• 1931 Fondazione della Hohner casa di Edizioni Musicali, del conservatorio
Hohner e della Associazione Armonicisti
• 1957 Il 26 di luglio l’azienda festeggia il suo centesimo anniversario
• 1962 Inizio della produzione di flauti dolci
• 1975/1980 Sviluppo e produzione di una linea di altri strumenti musicali (chitarre,
tastiere elettroniche e altro – n.d.r. - )
• 1989 Campionato mondiale dell’armonica a bocca a Trossingen (Germania –
sede centrale della Hohner)

L’ARMONICA A BOCCA NELLA MUSICA TRADIZIONALE STATUNITENSE

di Fabrizio Poggi

“Metà del mondo suona l’armonica e all’altra metà piacerebbe…”

Grazie a Bob Dylan l’armonica suonata con un reggiarmonica al collo, è diventata il simbolo internazionale dell’armonica folk.
L’armonica a bocca è suonata, naturalmente, in tutto il mondo: in Asia (Juko Saito), in America Latina (Hugo Diaz) e in Europa ma sono gli Stati Uniti, il paese dove questo strumento ha avuto (e ancora ha) una notevolissima diffusione tra i musicisti di musica etnica/tradizionale americana.
Suonata con il celebre supporto al collo dai cantanti chitarristi di strada negli anni ’20, al più recente Bruce Springsteen, l’armonica a bocca è uno degli strumenti che più rappresenta la musica tradizionale americana. I più celebri suonatori di armonica al collo restano Bob Dylan e Neil Young, ma non va dimenticato il grande lavoro del bravissimo virtuoso della chitarra folk statunitense Doc Watson, che ha spesso suonato l’armonica a bocca nelle proprie incisioni.
Anche nell’unica musica americana veramente autoctona cioè il blues, dove l’armonica ha avuto ed ha uno dei sui massimi sviluppi artistici, ci sono stati parecchi musicisti afro americani che hanno usato chitarra e armonica contemporaneamente (sempre per mezzo dell’ormai celeberrimo supporto).
Tra questi ricordiamo: Jimmy Reed, Slim Harpo, Dottor Ross, Jesse Fuller e Juke Boy Bonner. Altro bravissimo suonatore di armonica al collo è il contemporaneo John Hammond.
C’erano, tra l’altro, in passato, negli Stati Uniti, cantanti chitarristi come ad esempio Frank Floyd, che suonavano la chitarra e l’armonica contemporaneamente senza però servirsi del supporto ma, infilandosi lo strumento in bocca come se fosse un sigaro. Sentire per credere.

ARMONICISTI FOLK (AMBITO EUROPEO)


ARTISTA / TIPO DI MUSICA ESEGUITA

TOMMY REILLY Classica / celtica
DONALD BLACK Tradizionale scozzese / Celtica
BRENDAN POWER Tradizionale irlandese / Etno jazz
MIKE STEVENS Tradizionale USA / canadese /celtica
RORY McLEOD Folk contemporaneo /celtica
GABRIEL LABBE’ Folk canadese (Quebec) / tradizionale francese
BRUNO KOWALCZYK Folk canadese (Quebec/ Cape Breton
Folk contemporanea (francese)Tradizionale irlandese
JOSE’ GALINDO Spagnola (Castellon area)Mediterranea
MARK GRAHAM Tradizionale USA / tradizionale irlandese / celtica
LONNIE GLOSSON Tradizionale USA / celtica
YVES LAMBERT (gruppo BOTTINE SOURIANTE) Folk canadese (Quebec) Tradizionale francese
MICHELINO CARTA Tradizionale sarda
EDDIE CLARK Tradizionale irlandese / celtica
PIP, JOHN & PHIL MURPHY Tradizionale irlandese / celtica
ALAIN CHATRY Folk canadese (Quebec) Tradizionale francese
JEAN SABOT Irlandese / Bretone / Celtica
JOEL BERNSTEIN Irlandese
ELIAS JONSSON Tradizionale svedese
PER LUDVIG JORDHAL Tradizionale svedese
NIS KARL DANIELSSON Tradizionale svedese
I VAR ANDERSSON Tradizionale svedese
ALE MÖLLER (gruppo FILARFOLKET) Svedese
PELLE LINDSTRÖM Svedese
ARINA STAM Svedese, portoghese, canadese (Quebec)
TOMMY BASKER Celtica / canadese (Cape Breton)
FABRIZIO POGGI (gruppo TURUTUTELA) Tradizionale / folk contemporanea del nord Italia
THOMAS HOLM (John Pinkilton Band) Celtica
MICK KINSELLA / tradizionale irlandese/ contemporanea celtica
FRUSTAPOTS DI SAINT MARTIN /Tradizionale Valdostana
FRUSTAPOTS DI GRESSAN /Tradizionale Valdostana
PAOLO MILLET (gruppo Mariposa) Tradizionale piemontese/tradizionale francese
GIANRENZO DUTTO (gruppo Senhal) /Tradizionale e contemporanea occitana
MLINOT ‘D COUSTAN (Bartolomeo Civalleri) /Tradizionale occitana
COUSTON ‘D ME’ ‘D TON(Costanzo Lantermino) /Tradizionale occitana e norditaliana
WALTER ZANNINELLO Tradizionale Friuli Venezia Giulia / Veneto
MATT WALKLATE Tradizionale irlandese / contemporanea celtica
MASSIMO DOLCI ( Cantafilò) / popolare veronese e veneta
OTELLO PERAZZOLI (Cantafilo') / popolare veronese e veneta


N.B.: la lista è ovviamente incompleta e la ricerca continua…

Invitiamo chiunque possa aiutarci con notizie riguardanti gli armonicisti operanti nel campo del folk tradizionale, della musica etnica europea, ma soprattutto italiana,
a contattarci al seguente indirizzo:

Associazione Culturale TURUTUTELA – Via Montagna 33 – 27058 VOGHERA (PV)
Tel/fax : 0383.367512
e-mail: megange@tin.it

L’ARMONICA NELLE LINGUE EUROPEE
IRLANDA 
Fidil fhrancàch (gaelico)
INGLESE Harmonica, mouth harmonica, mouth organ, gob iron
SCOZZESE
Gob iron, moothie
FRANCESE
Harmonica, harmonica a bouche, harmonica de bouche, ruines babines
TEDESCO
Bläsle, Mundharmonika , harmonika, mundharmoniken, fotzhobel
SPAGNOLO
Armónica, harmónica
PORTOGHESE
Gaita de boca, harmonia, harmônica, hermônika
OLANDESE
Harmonica
DANESE
Mundharmonika
SVEDESE
Munspel
FINLANDESE
Sointuoppi
NORVEGESE
Avstemt for munn
CECO-SLOVACCO
Harmonika v ûsta
POLACCO
Harmonijka ustna przy otwór
RUMENO
Armonica, muzicuta de gura
UNGHERESE
Szájharmonika
TURCO
Aðýz mýzýkasý
RUSSO
Gudnaja, garmonika
BULGARO
Oàðìîíèêà, aëànêîða
CROATO
Usna harmonika
SLOVENO
Harmonika, orglice v ustje, usna harmonika
SERBO
Usna harmonica kod usta
BOSNIACO
Usna harmonika
   
   

...e nei dialetti italiani…

PIEMONTESE, LOMBARDO,EMILIANO
TRIESTINO
FRIULANO
PATOIS VALDOSTANO
OCCITANO
SARDO
Süneta, urganin, spineta, urganet
Armonica a boca
Armoniche a bocje
Frustapot
Arganin
Sonete a buca

 

Dischi di armonica a bocca introvabili?
L'associazione culturale turututela ha in archivio registrazioni dei seguenti armonicisti.

BIG BUDDY LUCAS AND THE WIGGLERS
BORRAH MINEVITCH
BRENDAN POWER
BRUNO KOWALCZYK
CAPPY BARRAS
CARLOS DEL JUNCO
CHAM BER HUANG
CHARLEY LEIGHTON
CHARLIE McCOY
CHARMING HARMONICA TRIO
CHET WILLIAMSON
CLAUDE GARDEN
DANNY WELTON
DAVE FOX
DAVE McKELVIE TRIO
D'MUULORGELER VO KRIENS
DON LES HARMONICATS
DONALD BLACK
EDDIE CLARKE
EDDY L. MANSON
EDU DA GAITA
FRANK FLOYD
GEORGE THACKER
GREG SZLAPCZYNSKI
HARMONICA & FIDDLE
HARMONICA JAZZ TRIO
HARMONICATS
HAVE MERCY
HILLAR BERGMNA
HORRIE DARGIE
HOTCHA TRIO
HOWARD LEVY
HUGO DIAZ
J.J. MILTEAU
JAN VERWEY
JEAN SABOT
JELLY ROLL JOHNSON
JERRY ADLER
JERRY MURAD’S HARMONICATS
JOHN SEBASTIAN SR
JOHNNY CADENTE
JOHNNY PULEO
KINGS’S HARMONICA QUINTET
LARRY ADLER
LARRY LOGAN
LES THOMPSON
LIONELL EASTON
LONNIE GLOSSON
MARK GRAHAM
MARY TRAVERS
MAT WALKLATE
MAX GELDRAY
MEMOHIS REED RIDERS
MIKE STEVENS
MORTON FRASER
MOUTH ORGAN SWINGERS
NEW WORLD HARMONICA TRIO
NOSTALGICS HARMONICA TRIO
P.T. GAZELL
PETE PEDERSEN
PHIL, JOHN AND PIP MURPHY
PHILARMONICA TRIO & SEXTET
QUARTETTO ARMONIA
RELDA TRIO
RICHRD HAYMAN
ROBERT BONFIGLIO
ROLAND VAN STRAATEN
RONALD CHESNEY
SEAGULL TRIO
SIGMUND GROVEN
STAG McMANN TRIO
STEVIE WONDERLEO DIAMOND
SUSAN ROSEMBERG
SWEDISH HARMONICA
THE 3 HARPERS
THE ADLER TRIO
THE HOTSHOTS
THE MADCAPS
THE MONARCHS
THE MULCAYS
THE POLIPHONICS
THE POLKA DOTS
THE SGRO BROTHERS
THE THREE REEDS
THOMAS HOLM
TOMMY BASKER
TOMMY MORGAN
TOMMY REILLY
TRIO PALBERT
TRIO RAISNER
VINCENT VAN ROOYEN TRIO
WAILIN WOOD
WALT MILLER
WAYNE RANEY


 

giovanna daffini
immagini della memoria